Local Tax,

Local Tax, cominciano a delinearsi i caratteri principali del tributo che a partire dall’anno prossimo provvederà a sostituire TASI ed IMU.

La nuova tassa locale dovrebbe portare in dote ai Comuni circa 26 miliardi di euro: la stima è stata effettuata dalla CGIA di Mestre, con riferimento all’ammontare dei tributi che i cittadini attualmente pagano non solo per gli immobili ma anche per una serie di altri piccoli balzelli locali, dall’imposta di soggiorno a quella per l’occupazione di suolo pubblico, e che dovrebbero l’anno prossimo confluire sotto il cappello del nuovo tributo definito Local Tax.

L’intenzione concreta è mandare in soffitta IMU e TASI, progetto già annunciato l’autunno scorso da Matteo Renzi prima della Legge di Stabilito, correndo contemporaneamente verso un orizzonte di semplificazione e riduzione del carico impositivo sulla casa. Ma “oltre a semplificare –segnala sempre la CGIA – bisogna anche ridurne il peso” anche perché, osserva Confedilizia, se non si punta anche a rendere le tasse locali più leggere si fa un lavoro sostanzialmente inutile: se il peso delle imposte non cala, affermano i vertici di Confedilizia “tanto vale passare oltre”. Dalle parti del Ministero dell’Economia intanto trapelano voci che sarebbero orientate (nel limite del possibile) a “non aumentare la pressione fiscale”.

Con riferimento a questo tema negli scorsi giorni si è fatta sentire anche l’opinione di un’altra associazione della proprietà immobiliare, Assoedilizia, che per voce del suo presidente Achille Colombo Clerici, si è soffermata sui numerosi cambi di veste (e di nome della tassazione sulla casa negli ultimi 10 anni). Dall’ICI alla TASI, passando per l’IMU (e non soltanto), la riflessione che emerge è piuttosto pessimista: “Mai un passaggio migliorativo, per i contribuenti del settore. Anzi, una continua erosione dei margini di economicità per i risparmi investiti in immobili locati o utilizzati direttamente. C’è dunque il sospetto che la revisione allo studio, con la Local Tax, sia l’occasione per ritoccare in peggio la fiscalità immobiliare”.

Per tornare allo stretto presente (2015) leggi l’articolo Tasse sulla casa 2015: TASI e IMU ritornano, sarà un altro anno di fuoco?

Rimanendo sempre in tema di tributi, non bisogna dimenticare l’ultima notizia in ordine di tempo sull’IMU terreni agricoli: coloro che non abbiano ancora versato il tributo per il 2014 potranno perfezionare il pagamento dell’imposta senza penali entro il 31 marzo 2015.

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