La proposta di riduzione delle sanzioni Inarcassa è stata respinta dal CND di Inarcassa stessa: il sistema sanzionatorio rimane lo stesso macigno pesante sugli iscritti. Insomma: le sanzioni Inarcassa non verranno abbassate, nemmeo per chi ha un reddito inferiore a 20000 euro.

Settimana scorsa è circolato un interessante comunicato di Federarchitetti, i cui contenuti ci sentiamo di condividere pienamente, perché il CND avrebbe dovuto abbassare le sanzioni Inarcassa e non l’ha fatto.

Federarchitetti ha tra le sue priorità, nelle proposte per il rinnovamento di Inarcassa, l’abbattimento delle sanzioni, denuncia in quel comunicato l’ennesimo atto di scarsa sensibilità verso gli iscritti in difficoltà da parte della maggioranza del CND di Inarcassa che nel merito si è espresso come segue.

Dopo richiesta di inserimento all’O.d.G. del C.N.D. dell’argomento Revisione del sistema delle sanzioni Inarcassa a firma della Delegata di Milano arch. Rita Bernini e a firma, tra gli altri, dell’ arch. Loredana Regazzoni Delegata di Roma e dell’arch. Carlo Borgazzi, Delegato anche egli di Milano nonché Presidente Federarchitetti della Sezione di Milano, il C.d.A. predisponeva uno studio accurato sulla situazione delle posizioni debitorie verso Inarcassa e una proposta di riduzione delle sanzioni, modulata sull’analisi svolta, da sottoporre alla discussione in C.N.D. Nel corso della discussione venivano presentati e accolti tre emendamenti con proposte di abbattimento delle sanzioni: la prima a firma Rita Bernini e Franca Biagini proponeva l’abbattimento delle sanzioni del 50% per i redditi al di sotto di € 20.000. Bocciata a maggioranza.

La seconda proposta, a firma del Delegato ing. Quarato, di analogo contenuto sulle sanzioni Inarcassa ma con modalità diverse, è stata anch’essa bocciata a maggioranza.
La terza proposta del Delegato ing. Nardi che era esattamente sovrapponibile alla proposta del C.d.A. è stata respinta con voti 165 favorevoli e voti 200 contrari.

La maggioranza dei Delegati Inarcassa ha così fatto in modo di mantenere lo status quo del sistema sanzionatorio in essere e non ha diminuito le sanzioni degli iscritti con reddito inferiore a 20.000 euro.

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