Grandi opere, in preparazione la riforma di legge per le infrastrutture
Grandi opere, in preparazione la riforma di legge per le infrastrutture

Anche se i tempi non sembrano brevissimi, pare avviato il progetto per la redazione di una legge delega che metta ordine sui temi delle infrastrutture e delle grandi opere, il cui testo potrebbe vedere la luce già ad aprile. Una spinta importante in tal senso è venuta dalle ultime vicende sulla TAV, la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, che ha monopolizzato i mezzi di informazione negli ultimi giorni.

 

Il Ministero delle infrastrutture ha già convocato per la fine della settimana un tavolo di confronto con le fondazioni politiche che hanno predisposto le “89 proposte” per la riforma organica dell’attuale disciplina. Senza dimenticare che, sul tavolo, vi è anche l’intenzione di riformare la Legge Obiettivo.

 

L’obiettivo principale della nuova legge delega sarà quello di rafforzare la partecipazione del capitale privato nella realizzazione delle grandi opere, tramite il definitivo decollo dell’istituto del project financing, che è già stato ‘spinto’ con alcune norme contenute nei vari decreti legge emanati dal Governo Monti in questi mesi (decreto liberalizzazioni, decreto semplificazione e decreto sulla riforma fiscale).

 

Su questo punto, si torna a parlare di riservare un trattamento fiscale particolare per i project bond e una norma, sempre di natura fiscale, che estenda anche ad altre opere l’alleggerimento dell’IVA, per ora riservata alle infrastrutture portuali. In questo ambito sarà serrato il confronto tra i dicasteri delle infrastrutture e dell’economia, in maniera non molto diversa da quanto già accaduto sullo stesso tema nel Governo Berlusconi (leggi su Ingegneri.cc Dl Infrastrutture, una Tremonti-infrastrutture in vista)

 

Altro punto importante che dovrà essere affrontato dalla legge delega sarà quello della riforma della attuale Legge Obiettivo, che dovrebbe contemplare l’introduzione di strumenti per tutelare i privati nei loro rapporti con la pubblica amministrazione in caso di cambiamenti di leggi e norme ‘in corso d’opera’ e una riforma delle competenze dello Stato e delle Regioni. In questo caso si profilerebbe perciò una probabile modifica dell’art. 117 della Costituzione.

 

E tra le ipotesi prende corpo quella del Débat Public
Prende corpo di inserire nella legge delega anche lo strumento del Débat Public, la prassi in uso in Francia di democrazia partecipativa che prevede, prima dell’inizio della costruzione di una grande opera, una forma di consultazione aperta a tutti i gruppi di interesse (stakeholders) del territorio dove insisterà l’infrastruttura.

 

L’idea si è imposta prepotentemente nel dibattito politico a seguito dell’infinita diatriba e dei duri scontri sul territorio della Val Susa per la costruzione del tunnel della TAV. Ci sono però perplessità sulla reale applicabilità all’Italia di questo strumento. In alternativa, il Débat Public potrebbe essere sostituito da una Conferenza di servizi, alle cui decisioni vincolanti potrebbero prendere parte anche i gruppi di interesse del territorio.

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