sfratti

Ultim’ora! Arriva una sorta di “mini-proroga” di 4 mesi del blocco degli sfratti. La disposizione è contenuta nel Decreto Milleproroghe 2015, ora al vaglio della Camera – con la fiducia slittata a questa mattina ed il testo modificato che deve ancora giungere sotto la lente d’ingrandimento del Senato.

La riformulazione di diversi emendamenti al Milleproroghe prevede che il giudice possa “disporre la sospensione dell’esecuzione” dello sfratto “fino al centoventesimo giorno dall’entrata in vigore della legge di conversione”, al fine di consentire il “passaggio da casa a casa”.

Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha affermato in proposito: “La decisione fa giustizia in doppio senso, non perpetua una automatica proroga degli sfratti, considerata incostituzionale dalla Consulta, e dà il tempo ai casi effettivamente bisognosi perché venga attuato il passaggio da casa a casa”.

Interessante anche il punto di vista dei proprietari di casa: “Sul problema degli sfratti – il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani – il Parlamento e il Ministro hanno fatto la loro parte. Ora tocca alla politica a livello di enti locali adoperarsi perché i problemi sociali siano risolti nella logica della contemporanea tutela della proprietà, dalla quale non si può prescindere se le esigenze sociali vogliono essere affrontante davvero e non solo a parole”.

Per comprendere le diverse opinioni sul tema esistenti in questo momento in Italia leggi l’interessante articolo Niente proroga al blocco sfratti: due punti di vista sulla questione.

Nelle scorse settimane Sforza Fogliani aveva definito la lotta contro la proroga del blocco sfratti alla stregua di una battaglia di civiltà: “Una società che non rispetta i contratti privati e li mette alla mercé di chi più grida o inscena manifestazioni, non ha futuro”. Leggi in proposito l’articolo Stop al blocco degli sfratti: nuove misure per tutelare il diritto alla casa.

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2 Commenti

  1. La casa è un diritto di tutti, è vero.
    Ma esiste anche la proprietà privata, lo Stato non può costringere un proprietario di un
    appartamento a non poter decidere se vendere (impossibile oggi da fare se è occupato) o affittarlo a migliori condizioni o ad utilizzarlo come vuole. Altrimenti parliamo di un vero e proprio esproprio con l’aggravante che le tasse continuiamo a pagarle noi.

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