Linee vita

Nel territorio della Regione Emilia Romagna è ufficialmente in vigore il nuovo obbligo in materia di prevenzione delle cadute dall’alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile. La diretta applicazione delle norme regionali sull’obbligo di installazione di linee vita e dispositivi di ancoraggio sulle coperture e sulle pareti continue a specchio degli edifici, già prevista dalla delibera dell’Assemblea legislativa n. 149 del 17 dicembre 2013, era infatti stata rinviata nel corso dell’estate (in un primo momento l’obbligo avrebbe dovuto agire dal luglio 2014). Dal 31 gennaio è pertanto in vigore l’applicazione stabilita ormai un anno fa.

Leggi in proposito l’articolo Linee vita: in Emilia Romagna nuovo obbligo prorogato al 31 gennaio 2015.

Si tratta di un atto di indirizzo, quello espresso dalla Regione Emilia Romagna, idoneo a fissare le indicazioni tecniche sulle misure preventive e protettive da adottare in fase di progettazione e realizzazione di interventi sulle coperture di edifici, pubblici e privati, in maniera tale da garantire che i successivi interventi di manutenzione ordinaria delle coperture o le azioni comportanti l’accesso, il passaggio o lo stazionamento sui tetti avvengano in sicurezza.

L’obiettivo è senz’altro quello di ridurre ulteriormente i rischi di infortunio in relazione alla potenziale caduta dall’alto nei lavori in quota in occasione di attività di cantiere per accesso, transito, esecuzione di lavori futuri.

L’atto di indirizzo (e coordinamento) trae le sue origini dalla necessità di programmare azioni efficaci al fine affrontare l’elevata incidenza degli infortuni nell’ambito dei cantieri edili e dal rispetto di quanto stabilito dalla legge regionale 2/2009, recane rubrica “Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile”. Nella pratica, questo nuovo obbligo relativo alle linee vita si configura come un evidente complemento alla vigente normativa statale in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei cantieri edili.

Le cadute dall’alto sono una delle cause principali di “morte bianca”, ovverosia nell’ambiente di lavoro: implementare nuove e più stringenti norme in materia è infatti una necessità indifferibile.

Tra le finalità evidenziate all’interno delle linee guida contenute nell’atto emerge anche il seguente concetto: ovverosia che l’installazione di dispositivi permanenti di ancoraggio “non esonera il committente dei lavori ed il datore di lavoro dell’impresa esecutrice dalla valutazione dei rischi tenendo conto della priorità dell’utilizzo delle misure di protezione collettive rispetto a quelle individuali ai sensi dell’art. 15 del decreto legislativo 81/2008 (Testo Unico)”.

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