Fondo Rotativo per Kyoto, il punto della situazione
Fondo Rotativo per Kyoto, il punto della situazione

La Legge Finanziaria 2007 aveva istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti un fondo rotativo per il finanziamento delle misure di riduzione delle emissioni clima-alteranti (CO2), finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto. L’ammontare complessivo del Fondo è di circa 600 milioni di euro, distribuiti in tre Cicli di Programmazione da 200 milioni di euro l’uno.

 

E finalmente in questi giorni è partito il Fondo Rotativo Kyoto del Ministero dell’ambiente e la Cassa Depositi e Prestiti. È stata, infatti, emanata la circolare del 16 febbraio 2012 attuativa del decreto del 25 novembre 2008 Disciplina delle modalità di erogazione dei finanziamenti a tasso agevolato ai sensi dell’articolo 1, comma 1110-1115, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 – Fondo Rotativo per il finanziamento delle misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto, organizzate dal Ministero dell’ambiente, il Ministero dello sviluppo economico e la Cassa Depositi e Prestiti che curerà il Fondo Rotativo Kyoto (guarda il video della presentazione del Fondo Rotativo per Kyoto).

 

La circolare si riferisce al primo ciclo di programmazione in cui vengono assegnati i primi 200 milioni ripartiti tra le diverse regioni.
Il secondo e terzo ciclo di programmazione prevedono altri 400 milioni di euro di cui 375 milioni di euro ripartiti con il decreto interministeriale del 18 ottobre 2010 e i restanti 25 milioni di euro, rientrati nella disponibilità del Fondo Kyoto.

 

L’utilizzo del Fondo Kyoto prevede un meccanismo a sportello con una procedura semplice per erogare finanziamenti per realizzare interventi, che consentono di abbattere l`emissione di anidride carbonica, di efficienza energetica nel settore edilizio e industriale, piccoli impianti ad alta efficienza per la produzione di elettricità, calore e freddo; impiegare fonti rinnovabili in impianti di piccola taglia (eolico, idroelettrico, solare termico, biomassa, fotovoltaico) e promuovere tecnologie innovative nel settore energetico.

 

Il Fondo è denominato rotativo perché viene alimentato attraverso le rate di rimborso delle erogazioni concesse.
A beneficiare delle agevolazioni saranno progetti di investimento regionali e nazionali.

 

A livello regionale i progetti finanziabili sono quelli che contemplano:
– la microcogenerazione diffusa ad alto rendimento elettrico e termico (installazione di impianti che utilizzano gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili liquidi di origine vegetale, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa quali fonti energetiche);
– l’installazione di impianti da fonti rinnovabili di piccola taglia per la generazione di elettricità o calore (eolico, idroelettrico, solare termico, biomassa, fotovoltaico);
– il risparmio energetico e incremento dell`efficienza negli usi finali dell`energia nei settori civile e terziario.

 

Può essere presentato un unico progetto di investimento che preveda l`integrazione di più interventi da realizzarsi nello stesso sito (sistema integrato).

 

A livello nazionale i progetti finanziabili sono quelli che contemplano:
– la sostituzione di motori elettrici industriali con potenza superiore a 90 kWe con motori ad alta efficienza;
– gli interventi sui cicli produttivi delle imprese che producono acido adipico e delle imprese agro-forestali al fine di eliminare le emissioni di protossido di azoto;
– le attività di ricerca (progetti pilota) per lo sviluppo di tecnologie innovative per la produzione di energia da fonti rinnovabili a basse emissioni o ad emissioni zero;
– i progetti regionali di gestione forestale sostenibile volti ad identificare interventi diretti a ridurre il depauperamento dello stock di carbonio nei suoli forestali e nelle foreste.

 

Le spese finanziabili sono:
a)  i costi di progettazione di sistema, completa dell`eventuale realizzazione di diagnosi energetica;
b) gli studi di fattibilità strettamente necessari alla progettazione degli interventi (tali costi sono riconosciuti nella misura massima dell`8% del totale generale dei costi ammissibili);
c) i costi delle apparecchiature comprensivo delle forniture di materiali e dei componenti strettamente necessari alla realizzazione dell’intervento;
d) i costi delle infrastrutture comprese le opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell`impianto;
e) i costi di allacciamento alla rete, ovvero i costi strettamente necessari al montaggio e assemblaggio delle tecnologie installabili;
f)  i costi di installazione, compresi avviamento e collaudo.

 

Con il nuovo Fondo i finanziamenti risultano agevolati, con un tasso fisso di interesse annuo stabilito, con d.m. finanze 19 novembre 2007, nella misura dello 0,5% e la durata dei finanziamenti è compresa fra 3 e 6 anni (tra 3 e 15 anni solo per i soggetti pubblici).

 

Il finanziamento agevolato interessa solo i nuovi investimenti in beni immobili, in motori elettrici, in processi industriali, in ricerca e sviluppo, in gestione forestale sostenibile la cui effettiva realizzazione abbia avuto inizio dalla data di entrata in vigore del Decreto Kyoto (22 aprile 2009).

 

Solo per microcogenerazione diffusa, rinnovabili e usi finali il Decreto Kyoto consente (all’articolo 4, commi 7 e 8) alle Regioni e Province autonome di gestire direttamente le risorse assegnate, attraverso gli Enti Gestori Regionali.

 

La stipula del contratto di finanziamento ed erogazione del finanziamento agevolato verranno escluse dalla competenza regionale. Vengono individuati gli enti regionali che gestiranno la parte del Fondo Rotativo Kyoto destinato alla competenza regionale.

 

Chi può accedere al Fondo Rotativo per Kyoto?
Possono accedere al Fondo cittadini, condomini, imprese (tra cui le ESCo – Energy Service Company), persone giuridiche private (comprese Associazioni e Fondazioni), soggetti pubblici.

 

Con il Fondo rotativo Kyoto vengono riconosciute le Energy Service Companies (ESCo) come soggetti ammissibili e parificati nella disciplina alle “imprese”, ad esclusione della gestione forestale sostenibile, che rimarrà di competenza pubblica.

 

Le ESCo dovranno possedere l’atto di concessione su beni immobili di proprietà di “soggetti pubblici” e il contratto di gestione su beni immobili di proprietà degli altri soggetti diversi da “soggetti pubblici”.

 

Fonti:
Fondo rotativo Kyoto: stanziati 600 MLN per la riduzione delle emissioni – Studio Dott.ssa Laura Bertozzi www.ateneoweb.com
www.corriereweb.net
Fondo rotativo Kyoto, come accedere ai finanziamentiwww.ediltecnico.it
Fondo Kyoto Vademecum

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