Permesso di costruire

È stata approvata la nuova direttiva comunitaria sui lavori pubblici, che dovrà essere recepita da tutti gli Stati dell’UE. Alcuni dei punti su cui il documento insiste sono: rimuovere le regole attuali che impediscono l’accesso alle gare ad alcuni professionisti, rilanciare il concorso di progettazione, ridurre i ribassi eccessivi negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria con la procedura del prezzo più basso, garantire maggiore trasparenza nelle gare per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria, snellire le procedure per l’accesso ai finanziamenti.

L’approvazione e la pubblicazione della nuova direttiva sui lavori pubblici è una buona opportunità per una revisione globale del quadro normativo del settore dei lavori pubblici, ormai frammentato da una serie di interventi legislativi che hanno privato sia il codice dei contratti che il regolamento di attuazione della loro identità originaria.

La Rete delle Professioni Tecniche PAT, in attesa di offrire il proprio contributo specifico a fronte di un testo articolato del nuovo Codice dei contratti, fruendo del contributo delle professioni che rappresenta, per ora segnala dieci punti che individuano obiettivi da raggiungere nella definizione del nuovo quadro normativo sui lavori pubblici:

1. aprire il mercato dei lavori pubblici, rimuovendo le regole attuali che impediscono l’accesso alle gare ai professionisti giovani ed ai meno giovani che non siano comunque in possesso di strutture professionali di notevoli dimensioni, con un numero notevole di dipendenti e con rilevanti fatturati;

2. rilanciare il concorso di progettazione, quale strumento di selezione negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria, fondato sulla qualità della prestazione professionale e non sul ribasso, sul fatturato o sul curriculum del professionista;

3. promuovere un più veloce e facile affidamento dei servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti, rilanciando il fondo di rotazione per l’attingimento delle risorse;

4. ridurre i ribassi eccessivi negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria con la procedura del prezzo più basso, al fine di garantire maggiore qualità delle prestazioni professionali;

5. garantire maggiore trasparenza nelle gare per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria con procedure di selezione quali l’offerta economicamente più vantaggiosa o lo  stesso concorso di progettazione, puntando su giurie miste (stazione appaltante/professionisti), individuate a seguito di pubblico sorteggio. Assicurare, al tempo stesso, regole certe per il calcolo dell’importo da borre a base di gara, il quale determina, peraltro, le procedure da adottare;

6. ridurre il ricorso all’appalto integrato per i lavori pubblici, rivedendo il ruolo dei professionisti;

7. definire compiutamente il termine “opera pubblica”, stabilendo più dettagliatamente I casi in cui si applica il codice dei contratti;

8. snellire le procedure per l’accesso ai finanziamenti, al fine di promuovere una più ampia partecipazione delle Amministrazioni Pubbliche ai bandi finanziati con fondi strutturali europei;

9. rilanciare la procedura del Project Financing, quale strumento per coinvolgere i privati in un processo condiviso di rigenerazione urbana sostenibile;

10. istituire e finanziare un fondo di rotazione per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria.

Il “Primo Contributo per la definizione di un nuovo quadro normativo per il settore dei lavori pubblici, in recepimento della direttiva n°2014/24/UE” (scaricalo qui) è il documento condiviso dal Tavolo Tecnico “Lavori Pubblici” della RPT nella seduta del 7 Gennaio 2015. Il documento, che ha integralmente recepito i contributi offerti dal tavolo della Conferenza Nazionale degli Ordini degli Architetti PPC, costituirà uno strumento di confronto tra le Professioni Tecniche, Governo e Parlamento, nel processo di revisione del quadro normativo del settore dei lavori pubblici, in recepimento della nuova direttiva appalti n°2014/24/UE.

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