IMU terreni agricoli: c'è la soluzione

Si dirada la nebbia nel pasticcio dell’IMU terreni agricoli, che ha fatto perdere il sonno a più di un proprietario di campi e terreni adibiti a coltivazione e pascolo.

Ieri, infatti, durante un improvviso e velocissimo Consiglio dei Ministri, i responsabili dei dicasteri dell’Economia (Padoan) e delle Politiche agricole (Martina) hanno tracciato una riga sul caos che si era venuto a creare nelle scorse settimane.

Anzitutto, la scadenza del pagamento dell’IMU agricola, già prorogata a lunedì 26 gennaio, sarà ulteriormente spostata di 15 giorni. Il termine del pagamento sarà, dunque, il 10 febbraio. Ma non solo.

Durante la riunione, i ministri Padoan e Martina hanno concordato di esentare completamente dal pagamento dell’IMU i terreni agricoli (coltivati o non coltivati) situati nei territori dei Comuni classificati come “totalmente montani”. Altra esenzione totale anche per i terreni nei Comuni classificati come “parzialmente montani”, purché posseduti e condotti da imprenditori agricoli e coltivatori diretti.

Resta dunque il pagamento dell’IMU terreni agricoli per tutti gli altri terreni, anche se, sempre dal Consiglio dei Ministri di ieri, si specifica che chi era esente dal pagamento con le vecchie regole, non dovrà versare alcun tributo nemmeno con queste nuove regole (anche se i nuovi parametri dovessero dimostrare il contrario).

A conti fatti, questa decisione estende l’esenzione dal pagamento dell’IMU agricola a qualcosa come 2.000 Comuni italiani in più. Dai circa 1.500 Comuni esentati con le vecchie regole, si passa a poco meno di 3.500 Comuni dove i proprietari di terreni agricoli non dovranno pagare l’Imposta municipale unica.

La buona notizia arriva dopo settimane di estenuanti tira e molla, che ha provocato le proteste delle associazioni degli agricoltori, che non erano in grado di poter dire ai propri iscritti se e, soprattutto, quanto avrebbero dovuto pagare. Naturalmente, infatti, era subito saltata la possibilità di ricevere i bollettini precompilati, anche perché neppure il Governo era stato finora in grado di dire quali terreni fossero sottoposti al pagamento dell’IMU terreni agricoli e quali no. Insomma, il solito pasticcio all’italiana che, fortunatamente, sembra essersi risolto in extremis.

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