Ingegneria strutturale: gli scritti civili e rari di Arturo Danusso

Per chi non lo sapesse, Arturo Danusso si può considerare a buon diritto il padre della ingegneria strutturale italiana del secolo appena trascorso. Per chi nutrisse dei dubbi in proposito, può essere illuminante leggere quanto scrisse Pier Luigi Nervi, fin dal 1935, dei suoi primi rapporti con Danusso: “Ebbi occasione di esporre a lui, che mi onorava della sua illuminante amicizia, le difficoltà in cui mi trovavo …” (1)

Basterebbero queste schiette e riconoscenti parole, scritte da colui che nel mondo oggi viene universalmente riconosciuto con il più grande ingegnere e costruttore italiano del Novecento, per farci celebrare con orgoglio il ricordo di Danusso.

Fortunatamente c’è chi ci ha pensato. È uscito infatti Spiritualità e conoscenza nel lavoro dell’ingegnere – Scritti civili e rari di Alberto Danusso, un volume che raccoglie praticamente tutti gli scritti di Arturo Danusso, saggi spesso dispersi in pubblicazioni introvabili ed occasionali, lezioni e conferenze di fatto irreperibili, da cui emerge la forza etica e la dimensione spirituale della sua concezione scientifica.

Il libro, edito da Marinotti Edizioni in partnership con Italcementi, fa parte della collana Biblioteca di Ingegneria Creativa a cura di Attilio Pizzigoni, che ha presentato in questo video la figura di Danusso in occasione del convegno Costruire in altezza. Sida alla verticalità: dai ‘grattanuvole’ milanesi alle nuove potenzialità strutturali del calcestruzzo tenutosi lo scorso ottobre al SAIE di Bologna.

Arturo Danusso viene considerato il padre del cemento armato italiano e rimane di importanza storica il suo ruolo nel definire le prime indicazioni normative per la progettazione di strutture antisismiche a seguito del terremoto di Messina del 1908.

Progettista e teorico, Arturo Danusso ha dedicato la sua vita all’insegnamento al Politecnico di Milano ed è stato uno dei fondatori della Scuola di Alta Formazione “Fratelli Pesenti” sempre all’ateneo milanese.

Gli scritti di Danusso raccolti nel libro costituiscono una testimonianza ancora attuale di quanto sia urgente ampliare i limiti disciplinari in cui è ristretta l’ingegneria delle costruzioni. Danusso, infatti, cita ripetutamente la sua esperienza formativa a fianco di François Hennebique per la costruzione del Ponte del Risorgimento a Roma, proprio per esaltare l’importanza dell’intuito nel processo progettuale, di una responsabilità personale e di una spiritualità in cui prende corpo il lavoro dell’ingegnere.

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1. Pier Luigi Nervi, contributo italiano nel campo della sperimentazione sui modelli, in L’Ingegneria Italiana nel Mondo, Atti del XV Convegno Nazionale degli Ingegneri Italiani (Politecnico di Milano – 15-17 novembre 1968), De Silvestri, Milano 1968, pp 3-6.

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