Lombardia, consumo del suolo

41 voti favorevoli, 27 contrari: nella notte tra mercoledì e giovedì ieri il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la legge per il contenimento del consumo di suolo. Un provvedimento davvero rilevante posiziona i suoi cardini tematici su tre aspetti peculiari:
1. Predisposizione di disincentivi al consumo di suolo;
2. Programmazione di incentivi per la rigenerazione urbana e per il recupero delle aree dismesse,
3. Creazione di nuovi strumenti per il riallineamento delle previsioni urbanistiche locali ai reali fabbisogni del territorio.

“Con la nuova Legge sul Consumo di suolo, in Lombardia, le aree agricole e verdi non potranno essere più utilizzate per costruire. Si tratta di una svolta epocale resa possibile con un provvedimento coraggioso e fortemente voluto dalla nostra Giunta e dalla maggioranza che la sostiene”. Queste parole provengono da una nota congiunta emessa dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e dall’assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi. L’approvazione è avvenuta allo scoccare della mezzanotte dopo una accesa discussione in Consiglio durata oltre due giorni.

“Il Consiglio regionale ha affrontato in questi due giorni un lungo lavoro di elaborazione per arrivare ad approvare una legge contro la riduzione del consumo di suolo in Lombardia – ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo -, dopo oltre 20 ore di lavoro si è ottenuto un risultato condiviso, frutto di impegno comune che ha visto coinvolte le forze di maggioranza e opposizione. Il dibattito ha avuto anche toni accesi, finanche aspri, ma alla fine è prevalsa la logica del confronto e del buon senso”.

Per ulteriori notizie in materia consulta la Pagina speciale di Guidambiente su Ediltecnico

Il testo della legge in materia di consumo del suolo precedentemente approvato in Commissione è stato emendato in diversi punti con l’apposizione di importanti modifiche: ecco una rapida rassegna delle novità contenute nei 6 articoli che compongono il provvedimento.
– All’interno computo del “consumo di suolo” viene inclusa anche la superficie necessaria alla realizzazione delle infrastrutture;
– Viene introdotto il concetto di bilancio ecologico del suolo (Bes) per stabilire la soglia di consumo zero;
– I criteri per la definizione della soglia massima di consumo di suolo includono e dovranno tenere conto anche dell’effettivo incremento della popolazione su base Istat;
– La norma transitoria che consente l’attuazione delle previsioni edificatorie già contenute nei piani di governo del territorio (PGT) viene ridotta da 36 a 30 mesi;
– I criteri per misurare il consumo del suolo dovranno determinati dal Piano Territoriale Regionale (PTR) e il consumo di suolo potrà essere autorizzato solo se verrà dimostrata, nei PGT comunali, l’impossibilità tecnica ed economica a riqualificare aree già edificate.
– Al fine di incentivare i Comuni alla rigenerazione urbana, si spinge nella direzione della concessione di finanziamenti regionali con semplificazione procedurale, senza oneri a carico dei bilanci comunali.

Ma in Italia è necessaria una generale riforma in materi di consumo del suolo e di governo del territorio? Per approfondire il tema consulta l’articolo Ddl Consumo di suolo, INU: non basta.

 

Dal web


Dal web

Gli Speciali

Scrivi un commento