Riforma del catasto

Il grande cammino del processo di riforma della materia catastale continua il suo percorso transitando per un traguardo intermedio fondamentale: il primo dei decreti attuativi della revisione del catasto fabbricati, quello che impartisce il via all’istituzione delle nuove commissioni censuarie, è stato infatti approvato. Dopo essere stato licenziato dal Governo e sottoposto a parere parlamentare, il 21 e 22 ottobre scorsi il provvedimento ha ricevuto i definitivi pareri favorevoli delle Commissioni. Questa settimana, lunedì 10 novembre, lo Schema di decreto legislativo recante composizione, attribuzioni e funzionamento delle Commissioni Censuarie è infine giunto all’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri.

Con l’ok definitivo del Consiglio dei ministri arrivano pertanto intanto le nuove commissioni censuarie, chiamate a validare i criteri su cui si baseranno le nuove valutazioni di calcolo delle rendite catastali, e quindi delle tasse sugli immobili, che, nella delega fiscale data dal Parlamento al Governo, dovranno comunque non comportare esborsi aggiuntivi per i cittadini.

Ecco come prenderanno forma le commissioni censuarie: di ogni loro sezione locale faranno parte due membri effettivi e due supplenti su indicazione di Ordini e Collegi professionali, ed un membro effettivo ed un supplente su indicazione delle Associazioni di categoria operanti nel settore immobiliare, fra ingegneri, architetti, geometri, periti edili, dottori agronomi, agrotecnici, e docenti qualificati. Per ciò che riguarda invece la Commissione Censuaria centrale, saranno presenti un esperto qualificato designato su indicazione delle Associazioni di categoria del settore immobiliare fra i professionisti o i tecnici iscritti in albi o collegi professionali. I rappresentanti delle Associazioni di categoria, ovvero quei professionisti, come ad esempio i geometri, che grazie al loro lavoro quotidiano possono realmente avere il polso della situazione avranno quindi voce in tutte le Commissioni, sia nelle locali, capillarmente distribuite sul territorio, che nella centrale, con sede a Roma.

Per maggiori info sul complessivo processo di revisione catastale in atto leggi l’articolo Riforma catasto: un passo necessario secondo professionisti e contribuenti.

Pareri positivi sulla approvazione giungono intanto da Confedilizia. Il presidente Corrado Sforza Fogliani ha commentato: “Il testo del decreto sulle Commissioni censuarie è stato rimesso in carreggiata per effetto dell’azione dei Presidenti delle Commissioni Finanze di Camera e Senato, Capezzone e Marino, che hanno preteso che il decreto si conformasse alle previsioni della legge delega approvata dal Parlamento. Si è trattato di una vittoria della politica sulla burocrazia, considerato che quest’ultima aveva predisposto un testo improponibile. Cosa che non è certo di buon auspicio per i prossimi decreti di attuazione della delega per la riforma del Catasto”.

Per una visione di insieme sul tema consulta la Pagina Speciale di Ediltecnico sulla Riforma del Catasto.

Tuttavia, per raggiungere e toccare con mano la agognata “rivoluzione” sulle valutazioni catastali degli immobili, basate non più sui vani bensì sui metri quadri, serviranno ancora diversi anni:  3 secondo i più ottimisti, addirittura 5 secondo il parere degli addetti ai lavori. Quel che è certo è che si cercherà di accorciare i tempi il più possibile, anche su sollecitazione della Commissione europea, e con l’impegno a mantenere assolutamente “immutato” il carico fiscale complessivo.

Particolarmente interessanti, al fine di comprendere la reale conformazione di questa riforma, sono le parole del presidente dell’Associazione dei Geometri Fiscalisti (AGEFIS), Mirco Mion: “In questa seconda versione dello schema di decreto, sono state accolte le osservazioni delle 6° Commissioni di Camera e Senato. Il Governo infatti – afferma Mion – ha recepito le richieste delle Associazioni della proprietà immobiliare, dando un diritto certo di partecipazione ad un loro rappresentante in ciascuna delle tre sezioni delle Commissioni Censuarie”. A parere di Mion, tuttavia, qualche dubbio permane ancora sul tema della deflazione del contenzioso tributario: “L’impostazione iniziale della delega lasciava trasparire che potesse essere previsto, per le Commissioni Censuarie, il compito esaminare in prima istanza i reclami dei contribuenti prima di un eventuale ricorso. C’è, tuttavia, ancora tempo per porre in essere, nei prossimi decreti legislativi, nuovi strumenti al fine di garantite la più efficiente gestione del contenzioso che, inevitabilmente, si presenterà. È necessario, quindi, predisporre un percorso agile attraverso il quale il contribuente possa agire qualora non ritenga coerente il nuovo valore catastale eventualmente attribuito al suo immobile”.

“Il giudizio che posso dare è, comunque, positivo – conclude il Presidente di AGEFIS – soprattutto se si attuerà una collaborazione fattiva fra Agenzia delle Entrate, Enti locali e professionisti, attraverso cui realizzare quella equità fiscale tanto necessaria”.

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