Sblocca Italia

Lo Sblocca Italia (da pochi giorni approvato in via definitiva dal Senato) contiene al suo interno alcune norme che provano a favorire in qualche modo il settore immobiliare: in particolar modo grande attenzione si è concentrata, durante i lavori preparatori, sul bonus destinato a coloro che acquistano (dal 2014 al 2017) case invendute alla data di entrata in vigore della legge di conversione. In tale caso il bonus si traduce in un uno sconto del 20% della spesa dall’imponibile IRPEF (entro e non oltre il limite di 300mila euro).

Per le principali novità contenute nello Sblocca Italia leggi l’articolo del nostro blogger Mario Di Nicola intitolato Lo Sblocca Italia è legge: tutte le novità sui lavori privati in edilizia.

Il bonus per chi acquista e affitta a canone concordato
Lo stesso identico incentivo si applica anche alle spese sostenute per la costruzione di una abitazione a favore di chi, al di fuori di un’attività commerciale, acquista (sempre dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2017) un alloggio da un’impresa di costruzione o di ristrutturazione per destinarlo alla locazione a canone concordato per una durata minima di otto anni. Per usufruire di tale bonus il canone non deve superare la barriera del cd. “canone concordato” o il tetto relativo alle quote di housing sociale, e contemporaneamente locatore ed inquilino non devono essere parenti di primo grado.

L’esempio francese
La disciplina, come si può leggere nel dossier del Servizio Studi del Senato, riprende il contenuto della legge “Scellier” francese, la quale dall’inizio del 2009 consente una deduzione del 25% dal reddito imponibile sul valore di acquisto di immobili dati in locazione. La detrazione è scesa al 13% nel 2012, ma è risalita al 18% nel 2013, e tale aliquota sarà valida fino al 2016.

Tre possibilità
Nello specifico sono 3 le fattispecie che possono rientrare nel raggio applicativo del bonus, eccole qui:
1. Acquisto di immobili a destinazione residenziale di nuova costruzione ovvero oggetto di ristrutturazione edilizia cedute da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie ovvero da quelle che hanno effettuato i predetti interventi.
2. Costruzione di un’unità immobiliare a destinazione residenziale su aree edificabili già possedute dal contribuente prima dell’inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori. In questo caso le spese di costruzione su cui calcolare la deduzione sono attestate dall’impresa che esegue i lavori.
3. Acquisto o realizzazione di “ulteriori” unità immobiliari da destinare alla locazione.

I dubbi del comparto immobiliare
Tali novità introdotte con lo Sblocca Italia non paiono però entusiasmare i rappresentanti del comparto immobiliare. A tal riguardo il presidente della Fimaa (Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari) Valerio Angeletti afferma: “Le norme sul Pacchetto Casa contenute nello Sblocca Italia sono insufficienti per il vero rilancio del settore immobiliare”.

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