Local Tax

Tu chiamala, se vuoi, Local Tax: “una grandissima rivoluzione”, “la tassa che unificherà tutti i tributi presenti sui territori comunali”. Queste sono solo alcune delle altisonanti definizioni che sono state posizionate sul piedistallo del tributo che a partire dall’anno prossimo provvederà a sostituire TASI e IMU.

“La Local Tax sarà una grande rivoluzione e questo perché la separazione fiscale è alla base del federalismo“: ad affermarlo, venerdì scorso a margine dell’assemblea dell’Anci, è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio. “I tempi per l’approvazione – ha spiegato – saranno quelli della Legge di Stabilità, speriamo”.

Nei giorni precedenti era stato proprio il premier Matteo Renzi a lanciare proclami non fraintendibili: “Sarà pronta il prossimo anno la Local Tax, per unificare tutti i tributi attualmente presenti sui territori comunali; nel 2016, invece, arriveranno i moduli precompilati anche per questa tassa”. Finalmente è il caso di dire, dopo la confusione (quasi labirintica) prodotta da aliquote, detrazioni e scadenze inerenti ai tributi sulla abitazione in questo 2014 (tra l’altro non ancora terminato). Per approfondire la questione leggi l’articolo TASI 2014, scaduti i termini: non hai ancora pagato? Esiste il rimedio.

Davanti all’assemblea annuale dell’Anci il presidente del Consiglio ha tracciato le linee direttive che informeranno la struttura del nuovo tributo: “Sarà una tassa della città, un’unica tassa affidata al sindaco di quel Comune su cui lo Stato non metterà più bocca rispettando le autonomie”.

Sull’assist lanciato dal presidente del Consiglio ha poi preso la palla (come visto poco sopra) il sottosegretario Delrio, spiegando: “Sulla Local Tax stiamo lavorando, ma la cosa importante è che vi sia quello che il presidente del Consiglio ha detto, cioè autonomia fiscale dei comuni completa. Oggi i comuni hanno pezzi di IRPEF e l’IMU con un pezzo allo Stato. Quando avevo un altro ruolo – ha proseguito Delrio facendo evidente riferimento al suo passato al vertice dell’Anci – chiedevo sempre responsabilità fiscale, e questo perché se imponi delle tasse a un cittadino questo deve sapere poi a chi deve chiedere se mancano i servizi”.

Non si è fatta attendere neanche l’opinione dell’attuale rappresentante dell’Anci, Piero Fassino: “Da Renzi abbiamo ricevuto risposte importanti: ha confermato le aperture agli emendamenti alla Legge di Stabilità che abbiamo concordato con il Governo e ha ribadito la volontà di mantenere aperto il dialogo anche su altri capitoli della legge”. Ci sarebbe pertanto concordanza tra quanto chiesto dalle amministrazioni comunali e quanto affermato dal premier. “I Comuni continuano a fare la loro parte per portare l’Italia fuori dalla crisi, ma dobbiamo essere messi nelle condizioni di farlo continuando a garantire ai cittadini i servizi fondamentali” ha concluso Fassino.

Ma questa piena libertà per gli amministratori comunali di fissare le aliquote che preferiscono potrebbe condurre ad un aggravarsi complessivo del carico tributario sulla casa. Insomma, una autonomia fiscale completa di questo tipo (con riferimento alle amministrazioni comunali) potrebbe tradursi in un vero e proprio bagno di sangue per il povero contribuente. Dubbi legittimi che ci sia augura possano essere rapidamente dissipati.

A cura di Marco Brezza

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