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POS obbligatorio professionisti, arrivano le temute sanzioni? Ad una prima lettura, i dati provenienti dal question-time di mercoledì presso la Commissione Finanze della Camera sembrerebbero portare cattive notizie per i professionisti tecnici (tra l’altro già colpiti ampiamente dalla crisi).

Sono state infatti proposte alcune rilevanti novità per dare effettiva applicazione operativa all’obbligo di installazione del POS per professionisti, esercenti, artigiani: si tratta dell’obbligo, per queste categorie, di installare il dispositivo elettronico che permette di accettare pagamenti mediante bancomat per importi superiori ai 30 euro.

Un obbligo entrato in vigore lo scorso 30 giugno (attraverso il combinato disposto di Decreto Legge 179/2012 e Decreto ministeriale 21 gennaio 2014) ma, nei fatti, sprovvisto di operatività applicativa, vista l’assenza totale di sanzioni a carico degli inadempienti. Ora, le ipotetiche novità proposte dal sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti che si articolano in due misure complementari: andiamole ad esplorare.

POS obbligatorio, bastone e carota – Parte I
Al fine di contenere i costi di installazione (uno dei punti sensibili della materia, su cui si è riversata la gran parte delle polemiche) è allo studio la possibilità di ricorrere al credito d’imposta per coloro che installano il dispositivo nel proprio studio o ufficio. Si tratta a tutti gli effetti di una “proposta normativa agevolativa che potrebbe essere strutturata attraverso il meccanismo del credito d’imposta” (così il Ministero dell’Economia). Ovviamente, sottolinea il MEF (e non c’erano dubbi in questo senso), “ogni valutazione di merito sullo sviluppo della norma è subordinato al reperimento di idonei mezzi di copertura finanziaria”.

La misura negli scorsi mesi ha spalancato una voragine di proteste, in particolare tra esercenti e liberi professionisti: approfondisci il tema nell’articolo-reportage uscito lo scorso luglio intitolato POS obbligatorio, ultima chiamata: inchiesta tra i professionisti.

POS obbligatorio, bastone e carota – Parte II
Al meccanismo premiale dovrà però essere giustapposto un “enforcement” applicativo, ovverosia dovranno essere rese operative delle sanzioni effettive per coloro che non si adeguano all’obbligo normativo non ottemperando all’installazione del POS. A tal proposito dal MEF giungono voci relative al fatto che “potrà essere anche l’occasione per valutare la possibile introduzione di interdizioni in caso di inadempienza”.

Scarica il pdf relativo al documento contenente la risposta al question time in Commissione Finanze.

È chiaro come la mancanza di sanzioni privava di autorevolezza la novità dell’obbligo di installazione del POS; o probabilmente era solo un modo per dare un avvio “soft” e non doloroso alla applicazione di un obbligo inviso ai più. Che l’odissea tormentata dell’obbligo di POS sia destinata a non terminare qui?

A cura di Marco Brezza

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1 COMMENTO

  1. A parte il fatto che non si capisce a cosa serva dato che le categorie che hanno una clientela che già paga con bancomat e carte di credito lo hanno messo da anni , anche questo obbligo grava su categorie ampiamente colpite dalla crisi ( piccoli esercenti, artigiani, professionisti) e sarebbe utile dare un aiuto se si vuole che venga generalizzato.
    Se vogliamo incentivare la moneta elettronica lo Stato deve fare pressione sulle banche in modo da abbassare i costi invece di essere suddito delle banche.
    Dott. Alberto Sgalambro

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