Con la proroga del bonus ristrutturazioni 2015 e dell’ecobonus con la detrazione 65% per interventi di efficientamento energetico del costruito, lo Stato incamererà un tesoretto di quasi un miliardo di euro derivante dall’incremento della ritenuta d’acconto sui bonifici bancari utilizzati per il pagamento dei lavori.

A riferirlo in anteprima è stato qualche giorno fa Il Sole 24 Ore analizzando le tabelle delle relazioni tecniche alla Legge di Stabilità 2015.

Ma come si spiega questo aumento? Tra le misure compensative alla proroga del bonus ristrutturazioni 2015, il Governo ha inserito l’incremento, anzi, il raddoppio, della percentuale di ritenuta d’acconto che le banche dovranno effettuare per conto del Tesoro sui bonifici bancari parlanti da utilizzare per il pagamento dei lavori (leggi qui le istruzioni per compilare correttamente il bonifico bancario parlante).

Dall’attuale 4%, la ritenuta d’acconto schizzerà all’8% a partire dal 1° gennaio 2015. Questo aumento, unito al previsto maggior gettito proveniente dall’IVA, produrrà un beneficio alla casse statali di 938,9 euro, come scrive Giorgio Santilli sul quotidiano politico economico e finanziario vicino a Confindustria.

Tutto bene, dunque?

Non esattamente. Se certamente la proroga del bonus ristrutturazioni 2015 agevolerà i cittadini e, come abbiamo visto, le casse dell’Erario, dall’altro a “rimetterci” saranno le imprese che eseguono i lavori e i professionisti tecnici che seguiranno i lavori, poiché si troveranno a pagare una ritenuta d’acconto sui bonifici a loro favore raddoppiata rispetto al 2014.

Forse, non tutti sanno che l’obbligo di pagare con bonifico parlante i lavori effettuati per usufruire della detrazione 50% sulle ristrutturazioni edilizie risiede nel fatto che l’istituto bancario che riceve l’ordine “riconosce” la tipologia di pagamento e applica la ritenuta d’acconto, prima di girare il pagamento al destinatario (l’impresa costruttrice, l’artigiano, il professionista tecnico).

Facciamo un esempio, se oggi un’impresa realizzatrice di un intervento rientrante nell’alveo della detrazione 50% emette una fattura di 5.000 euro, riceve tramite bonifico dal cliente una somma di 4.800 euro, ossia decurtata della ritenuta al 4%.

Con il bonus ristrutturazioni 2015, la stessa impresa per il medesimo lavoro e importo riceverà 4.600 euro, poiché la ritenuta sarà dell’8% (400 euro in meno).

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5 Commenti

  1. Ho acquistato un Box Auto pertinenziale all’abitazione (Prima casa). Ho eseguito tramite banca, il giorno stesso del rogito notarile, il bonifico parlante mettendo quale causale “Opere di recupero del patrimonio edilizio ai sensi dell’art.4 D.L. n. 201/2011 convertito dalla L. n. 214/2011”. E’ stato poi aggiunta la dicitura “Per acquisto Box Auto di cui alla Fattura N° 55/2014 del 07/11/2014”.
    Il giorno successivo la firma dell’atto (Rogito) mi e stata recapitata, anteprima via e-mail (Posta elettronica certificata), copia di raccomandata con la quale il costruttore intimava al Notaio la non validità del Rogito in quanto l’importo del bonifico accreditato sul conto corrente aziendale risultava decurtato del 4 % ed esercitava il diritto di DINIEGO alla registrazione del Rogito in quanto la fattura di acquisto del box auto non poteva essere “quietanzata”.
    Come è possibile risolvere tale incomprensione del costruttore visto che ritiene la Ritenuta d’acconto, operata dalla banca, un aggravio delle proprie spese? Può il costruttore richiedere il reintegro della cifra mancante?
    Aggiungo inoltre che il costruttore ha anche rilasciato la Dichiarazione/Attestato di costo e costruzione del Box Auto Pertinenziale ai sensi dell’art. 1 della legge 449/1997 e successive modifiche.

  2. E’ pura follia , con una mano ti danno e con l’ altra ti tolgono . E nel frattempo la spesa dello Stato continua a salire ………….
    Pensate che in questi anni , nonostante la crisi ( e quindi in teoria minori entrate fiscali) e la riduzione dei tassi che lo stato paga sui suoi debiti , le entrate fiscali sono aumentate .
    Oltre alle parole di concreto non hanno fatto nulla per ridurre il debito statale e i loro privilegi. Tornando all’argomento dicevo che e’ pura follia perché la ritenuta d’acconto dell’8 % e’ sul fatturato e non sull’utile. Questo significa , per alcuni settori versare in anticipo piu’ di quello che dovranno pagare di Irpef e poi dover chiedere il rimborso . Tenete poi conto che a dicembre lo stato vuole l’anticipo irpef sulle tasse dell’anno precedente.
    Praticamente vuole tutto in anticipo…..
    Ripeto e’ pura follia !!!!!!!!!! Per far ripartire il mercato interno non servono fior di studiosi ed esperti ( sul libro paga dello stato o delle amministrazioni pubbliche ) basterebbe detassare La Casa . Invece che fanno i ns esperti. …… Aumentano il numero e la percentuale di tasse sulla casa e raddoppiano le ritenute d’acconto …. Follia tutta italiana… E poi ci lamentiamo se in figli vanno a trovare il lavoro all’estero ,

  3. Vorrei essere spiegato se un bonifico per ristrutturazione fatto gli ultimi giorni del 2014 può arrivare ad un impresa già con la ritenuta del 8% nei primi giorni del 2015. Questo è capitato a me. Grazie

    • E’ capitato anche a me, bonifico fatto dal cliente il 30 dicembre, accreditato sul conto il 2 gennaio dell’anno nuovo, con la lieta sorpresa della ritenuta dell’8% sulla fattura. :/

  4. Oggi ho ricevuto un bonifico con ritenuta del. 8% invece del 4% di un lavoro del 2014 .la mia domanda questi soldi della ritenuta le scalo delle tasse o devo pagare le tasse per questa fattura

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