Banda larga negli edifici

Impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica installati in tutti i nuovi palazzi edificati a partire dal luglio 2015: lo stabilisce uno dei numerosi emendamenti inseriti all’interno del Decreto Sblocca Italia. “Per infrastruttura fisica multi-servizio interna all’edificio – è scritto testualmente nell’emendamento –   devono intendersi tutte le installazioni presenti all’interno degli edifici contenenti reti di accesso cablate in fibra ottica con terminazione fissa o senza fili che permettono di fornire l’accesso ai servizi a banda ultra larga e di connettere il punto di accesso dell’edificio con il punto terminale di rete”.

Per tutte le informazioni sul Decreto Sblocca Italia leggi l’articolo Le 5 modifiche importanti in edilizia contenute nello Sblocca Italia.

Qualora l’emendamento dovesse passare al vaglio definitivo del Parlamento, tutti i palazzi nuovi per i quali sia stata presentata richiesta di autorizzazione a costruire dopo il 1 luglio 2015 dovranno essere muniti di tale sistema: E non soltanto: tale obbligo infatti si applicherà anche in caso di opere di ristrutturazione profonda che richiedano il rilascio di un permesso di costruire.

Un cambiamento che potrebbe essere davvero decisivo per consentire un balzo in avanti tecnologico del paese, a partire dalle sue grandi strutture: l’obbligo della banda larga negli edifici si configura come lo “step” inevitabile per condurre il paese alla pari con le nazione tecnologicamente più evolute.

Nelle opere di edificazione dovrà pertanto essere previsto un “punto di accesso”, cioè “il punto fisico situato all’interno o all’esterno dell’edificio ed accessibile alle imprese che sono autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione, che consente la connessione con l’infrastruttura interna all’edificio predisposta per i servizi di accesso in fibra ottica a banda ultra larga”.

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