Oggi pomeriggio il verdetto finale: quale sarà la città europea della cultura 2019? La scelta è tra Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna e Siena. Abbiamo intervistato Pantaleo de Finis, architetto, Consigliere dell’Ordine degli Architetti PCC di Matera, e abbiamo parlato della candidatura della città, dei suoi pregi e dei punti deboli. Siamo partiti da qui, ma abbiamo affrontato anche altri temi, come la formazione continua per i professionisti, lo Sblocca Italia, le certificazioni energetiche vendute su Groupon e i bonus fiscali per ristrutturazioni e interventi di efficienza energetica, riconfermati ieri (per il 2015) con il varo della Legge di Stabilità. Leggiamo cosa ci ha raccontato l’architetto de Finis.

 

Siamo ormai in dirittura d’arrivo: oggi si saprà a quale città verrà affidato il titolo di Città Europea della Cultura 2019. Secondo lei, quali sono i punti di forza di Matera? Chi teme di più come avversaria e perché?
Matera, come città e comunità ha sempre visto un grande movimento culturale. Già dagli anni Cinquanta vi furono importanti sperimentazioni urbanistiche, architettoniche e restaurative. L’attività culturale si è manifestata in tutte le arti, non solo quelle figurative, infatti Matera è stata set per importanti produzioni cinematografiche. Nel corso degli anni questa attività diffusa ha fatto sì che crescesse una sensibilità culturale che ha portato alla riscoperta del proprio patrimonio artistico e quindi alla sua valorizzazione. Tale attività culturale è particolarmente prolifica poiché trae fondamento e ispirazione da alcune le peculiarità uniche del territorio di Matera.

 

Quali sono invece i punti deboli della città?
Forse il principale punto di debolezza di Matera sta tutto nella sua dimensione di piccola città di provincia, quindi fuori dai grandi circuiti mediatici e politici.

 

Come ha anticipato lei, Matera dimostra un’attenzione molto particolare al mondo della cultura. In questo contesto culturale molto ricco e particolare, che ruolo gioca l’Ordine degli Architetti di Matera, di cui lei è Consigliere?
La professione di architetto, nonostante le negatività prodotte dal Decreto Bersani, riveste tuttora un aspetto fortemente culturale. L’azione che un Ordine Provinciale può produrre in questo senso sta tutto nel fare rete e formazione affinché quella che è la cultura del nostro tempo si possa affermare. Purtroppo, questa è una lotta impari poiché le idee di riuso, rigenerazione, non consumo di suolo sono contrastate dalle spinte speculative o volte alla cementificazione del territorio. Tuttavia, la nostra azione che a volte sembra una speranza non viene mai meno poiché riteniamo ancora che l’architettura sia arte e la più utile delle arti.

 

A Matera presiede la Commissione “Aggiornamento e sviluppo professionale continuo”, un tema molto importante per il professionista tecnico oggi, appunto. Una domanda banale ma che a mio avviso pone l’accento su un punto basilare: perché è importante l’aggiornamento professionale continuo?
L’aggiornamento professionale continuo riveste un ruolo fondamentale soprattutto in questa particolare congiuntura sia economica che politica. Dobbiamo prendere tutti atto che ci troviamo di fronte a un Legislatore particolarmente logorroico. Le continue modifiche e integrazioni, oltre a creare una confusione generale nelle aspettative dei potenziali committenti, procurano anche un’incertezza diffusa nell’esercizio della professione. Per questi motivi l’aggiornamento continuo assume il connotato di necessità. Tuttavia, sarebbe opportuno che ogni Ordine Territoriale avesse maggior autonomia nella gestione delle attività di aggiornamento anche in ragione delle peculiarità che ogni territorio ha.

 

Passiamo all’attualità politica. Il Governo sta lavorando alla Legge di Stabilità. Poco tempo fa ha licenziato lo Sblocca Italia, che ora aspetta solo di essere convertito in Legge. Al suo interno ci sono molti interventi che riguardano direttamente il mondo dell’edilizia. Che tipo di giudizio si sente di esprimere su quel testo?
Il decreto Sblocca Italia, nei programmi, avrebbe dovuto costituire una pietra miliare per inaugurare una serie di azioni e investimenti nell’edilizia e nella politica di rigenerazione. Avrebbe dovuto far ripartire l’economia promuovendo il concetto di riuso delle città mettendo in atto le politiche già varate sul consumo del suolo, sui consumi energetici, sulla sicurezza degli edifici, sull’urbanistica e sui lavori pubblici. Di fatto, però, non solo non è stato varato un vero progetto di rigenerazione urbana sostenibile ma sono stati finanche espunti dal decreto sia il riferimento al Regolamento Unico edilizio che alla misura relativa alla limitazione del termine per la PA di esercizio del potere di autotutela nel caso di progetti presentati con DIA o SCIA. La burocrazia conservatrice sembra aver mortificato la possibilità di introdurre misure concrete per garantire la crescita delle città.

 

Altro argomento importante che volevo affrontare con lei è quello dei bonus fiscali. Sulla nostra pagina facebook abbiamo interpellato i professionisti con cui abbiamo i contatti e si sono tutti dimostrati favorevoli alla proroga a tutto il 2015 degli stessi bonus oppure alla loro trasformazione in provvedimenti strutturali, cioè fissi. Ieri, il Governo ha varato il testo della Legge di Stabilità e abbiamo avuto la certezza che i bonus saranno prorogati per il prossimo anno. Come professionista, qual è la sua opinione in merito: a quanto sono serviti gli incentivi e a quanto serviranno in un contesto di crisi economica che non accenna a finire?
Non posso che condividere l’opinione espressa da numerosi miei Colleghi. In questo momento di crisi che sta attraversando il nostro Paese e, soprattutto, in un settore in gravi difficoltà quale è quello dell’edilizia, è bene che il Governo abbia confermato di voler continuare a stanziare i bonus al fine di agevolare i cittadini, gli imprenditori d i professionisti.  La detrazione del 50% delle spese sostenute per le operazioni di ristrutturazione e manutenzione straordinaria delle abitazioni ha già certamente contribuito a dare la scossa a un mercato fermo. Lo stesso Ministro Lupi ha affermato che il provvedimento sugli incentivi ha funzionato in quanto ha messo in moto circa 30 miliardi di euro. Non ci resta che attendere l’approvazione della Legge di stabilità.

 

Ultimamente si è discusso molto sulle Certificazioni energetiche svendute su Groupon, uno scandalo che l’Antitrust sta tentando di regolamentare. Occorrono molte certezze e “paletti” per essere sicuri che gli utenti non vengano ingannati, è in gioco un Certificato importante. Sarebbe secondo lei necessario impedire la vendita online o si può prevedere una soluzione di mediazione?
Per i professionisti, la valutazione delle prestazioni energetiche degli edifici rappresenta un’importante opportunità di lavoro. È sicuramente necessario che il rilascio di certificazioni così importanti avvenga a opera di tecnici qualificati, quali architetti, ingegneri e geometri. Ritengo che  la vendita,  per pochi euro, sul web di certificati energetici che, per di più, non soddisfano neppure i requisiti di legge, sia controproducente tanto il consumatore quanto per il decoro e la credibilità della  professione di architetto. Mi auguro che l’Anitrust si pronunci quanto prima sulla questione sanzionando queste pratiche commercialmente scorrette.

Dal web


Dal web

Gli Speciali

Scrivi un commento