A metà settembre l’Antitrust ha concluso l’istruttoria avviata a seguito delle molte segnalazioni relative a presunte pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori nell’attività di vendita on line su Groupon di coupon utilizzati per acquistare prodotti o servizi a prezzi molto vantaggiosi. Tra i “prodotti” messi in vendita a prezzi molto bassi su Groupon, la certificazione energetica.

Con “pratiche commerciali scorrette” s’intende la diffusione di informazioni commerciali ingannevoli in relazione a prezzi, agli elementi essenziali delle offerte pubblicizzate e all’inadeguatezza del servizio di assistenza.

Con la conclusione dell’istruttoria, l’Antitrust ha accettato gli impegni presentati da Groupon e imposto alcuni paletti:
– sul sito Groupon.it non dovranno esserci mai più informazioni incomplete sugli sconti effettivi,
– ci dovrà essere una black list per i partner commerciali inaffidabili,
– ci saranno rimborsi certi,
– l’azienda dovrà predisporre due canali di assistenza per i consumatori.

Anche per la Certificazione energetica su Groupon, chi acquista i tagliandi sul sito sarà ampiamente informato in relazione ai diritti di cui diventa titolare con particolare riguardo alla presentazione dei reclami, alle richieste di rimborso, al servizio di assistenza clienti. La percentuale di sconto sarà indicata solo in presenza di un elemento di confronto oggettivo e il prezzo pubblicizzato dovrà contemplare tutti gli oneri aggiuntivi obbligatori.

Groupon si impegna a incrementare l’attività di monitoraggio sui partner, sia nella fase che precede la pubblicazione dell’offerta commerciale che in quella successiva. Per i soggetti che risulteranno inaffidabili sarà più stringente il meccanismo di inserimento nella black list, che significa essere esclusi dalle future campagne promozionali.

Attraverso i canali di assistenza alternativi (e-mail e call center) andranno inoltrati i reclami e le richieste di assistenza, evase secondo modalità e tempistiche di gestione chiare e predeterminate, anche riguardo alla Certificazione energetica su Groupon.

A quel punto, a proposito della Certificazione energetica su Groupon, il Consiglio nazionale degli architetti (Cnappc) nella circolare n. 122 del 24 settembre ha commentatoLa battaglia condotta dal Consiglio Nazionale, a partire dal 2011, contro Groupon e le pratiche commerciali scorrette di alcuni architetti ha finalmente avuto dei risultati”. E ancora: “I due esposti del Consiglio Nazionale si sono andati ad assommare alle oltre seicento segnalazioni pervenute all’Antitrust contro Groupon, e, a oggi, sono stati formalizzati degli impegni, vincolanti per Groupon, e relativi alle offerte pubblicizzate”.

Gli impegni di Groupon richiesti dall’Antitrust
In particolare Groupon deve controllare la persona richiedente, la sua attività e l’effettiva capacità di eseguire le obbligazioni che assume. Si fa riferimento ai partner che svolgono attività regolamentate (architetti, geometri, certificatori energetici), ai quali Groupon deve chiedere idonea documentazione che dimostra il possesso dei requisiti per l’esercizio dell’attività promossa.
Groupon deve pubblicare il prezzo offerto e la percentuale di sconto “solo in presenza di un listino prezzi/catalogo prezzi” del partner e “nessun altro dato verrà considerato come avente valore probatorio per l’accertamento del prezzo proposto”.
Per arginare il fenomeno dei costi troppo elevati richiesti dal Partner all’utente “Groupon s’impegna a rendere oggetto di specifica indagine il prezzo complessivo che l’utente è chiamato a versare per ottenere il servizio o il bene promesso”.

Il Consiglio nazionale degli architetti ha detto che
Sul sito Internet di Groupon gli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori dovranno essere soggetti iscritti all’Albo.
Visto che sono state abrogate le tariffe professionali con il Decreto Legge 1/2012, non possono essere indicati i prezzi offerti, e deve essere chiaro cosa si offre, nel caso specifico, quindi, quando si offre la Certificazione energetica su Groupon deve essere chiaro.
Gli Ordini dovranno vigilare sul territorio e controllare se soggetti iscritti all’Albo utilizzino Groupon in modo anticoncorrenziale e devono applicare le disposizioni del Codice Deontologico relative agli obblighi di legalità, alla pubblicità informativa e alle pratiche anticoncorrenziali scorrette.

La risposta di Groupon
Non è vero che dato che le tariffe minime sono state abolite dal decreto Bersani e dato che Groupon indicherà il prezzo dell’offerta solo se il Partner ha fornito un listino prezzi, Groupon non può indicare il prezzo nelle offerte. Groupon può indicare il prezzo di riferimento della Certificazione energetica se c’è:
– un listino prezzi;
– un prezzo originale praticato;
– un prezzo medio calcolato sulla base del mercato.

Fin qui, questo è quello che è accaduto tra Antitrust, Consiglio nazionale degli Architetti e Groupon per quanto riguarda Certificazione energetica su Groupon.

Leggi anche Certificazione energetica, l’inchiesta che smaschera Groupon.

Alle origini della questione: Groupon svende la Certificazione energetica, gli architetti protestano e anche l’articolo di Lucia Navone datato dicembre 2011 Uno sconto per tutto, anche per la certificazione energetica!.

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3 Commenti

  1. Non posso che essere soddisfatto per la presa di posizione del CNAPPC. L’unico rammarico è che non sia avvenuto unitariamente con il CNI e con il CNG. Più volte ho sollecitato il mio ordine provinciale (ordine degli ingegneri) di prendere posizione ma vi è stato un immobilismo imbarazzante. Bravi architetti!!!

  2. Certo, se non altro almeno l’ordine degli architetti ha fatto qualcosa, rispetto al nulla degli altri ordini… però in ogni caso la reazione è avvenuta troppo tardi!. Ormai il danno è fatto, la certificazione energetica nell’opinione comune resterà sempre “quell’inutile rottura di scatole che su groupon veniva venduta a 39 euro”.

  3. Sono un privato. Come se non avessi già abbastanza spese adesso devo pure fare sta certificazione.
    La farò tramite groupon? Si.
    Mi sentirò in colpa? Affatto.
    Avrebbe avuto un senso se la scelta fosse stata opzionale: i proprietari di immobili nuovi o di prestigio avrebbero scelto di farla, avvalorando l’immobile.
    Ma io, povero diavolo, che ha un appartamento degli anni 70 cosa volete che certifichi?
    300 euro per certificare che è vecchia? Un affare!!

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