Sicurezza del territorio

Edilizia in crisi e situazione precaria per la sicurezza del territorio: sono questi i due aspetti delicati posti sotto la luce dei riflettori da parte del Segretario generale aggiunto della Uil, Carmelo Barbagallo, durante la sua prolusione presso il Congresso della Feneal, la categoria degli afferenti alla Uil.

“Con una perdita di oltre 500mila occupati – spiega Barbagallo – il settore edilizio sta pagando il prezzo più alto da quando è iniziata la crisi: si è depauperato un patrimonio di professionalità e competenze con danni incalcolabili dal punto di vista umano ed economico”: parole che non danno adito a fraintendimenti e centrano in pieno un bersaglio che già da troppo tempo sanguina.

A parere del segretario esiste una grave anomalia in Italia. E dicendo questo mette sul piatto anche la cruda attualità del disastro relativo all’alluvione di Genova iniziata nella notte tra giovedì e venerdì: “Non si spende il 50% delle risorse dei fondi europei con cui si potrebbero fare interventi per mettere in sicurezza il territorio – ammonisce il Segretario -. Questo è un crimine, se solo si pensa a ciò che è successo, ancora una volta, a Genova. Basterebbero 4 miliardi a bilancio da destinare a opere di prevenzione per evitare tragedie nazionali e per ridare un po’ di ossigeno all’economia e all’occupazione”.

Nel frattempo aleggiano forti nell’aria le polemiche per ciò che è successo a Genova, con il sindaco Doria che chiede lo stato di calamità per il capoluogo ligure e la situazione peggiora con il passare delle ore (la pioggia non ha mai smesso di cadere ad attenuare la sua intensità negli ultimi due giorni).

I temi toccati dal discorso del Segretario aggiunto della Uil si ampliano ulteriormente in sede di conclusioni: “Ci sono problemi di innovazione e di nuova composizione dei cantieri che vanno affrontati con urgenza – termina Barbagallo – così come si configura decisivo da un parte ridurre le stazioni appaltanti, dall’altra porre un freno agli appalti al massimo ribasso, un meccanismo, questo, fonte di ulteriori contenziosi giuridici, speculazioni e corruzione”.

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