La Rete delle Professioni Tecniche in audizione alla Camera ha chiesto il ripristino delle condizioni di applicazione del POS obbligatorio previste dallo schema di decreto del Mise lo scorso 13 dicembre 2013.

Lo Schema di decreto rispondeva appieno alle esigenze esposte dalla Rete delle Professioni Tecniche:
– escludeva dall’obbligo i pagamenti effettuati all’esterno degli studi professionali;
– si consideravano solo le transazioni con consumatori o utenti;
– si poneva un limite oltre al quale scattava l’obbligo: 300 mila euro per i primi sei mesi di entrata in vigore del decreto, 200 mila euro una volta decorsi i sei mesi.

Questa impostazione del POS obbligatorio è stata completamente disattesa dal DM 24 gennaio 2014 (leggi l’articolo sulla pubblicazione in Gazzetta).

Armando Zambrano, Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche e Presidente CNI, nel corso dell’audizione il 30 settembre scorso della Rete delle Professioni Tecniche presso le Commissioni riunite VI (Finanze) e X (Attività produttive) della Camera dei Deputati.

Le risoluzioni in materia di revisione della disciplina concernente l’obbligo di accettare pagamenti mediante carte di debito e misure a sostegno del commercio elettronico sono state l’oggetto dell’incontro. I professionisti tecnici hanno manifestato tutte le loro perplessità in materia di POS obbligatorio, avanzando una proposta precisa.

“La RPT chiede semplicemente il ripristino delle condizioni di applicazione dell’obbligo previste dallo Schema di decreto dello scorso 13 dicembre 2013” ha dichiarato Zambrano.

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La RPT ha fatto presente che gli interventi normativi effettuati nel 2011 e nel 2012 hanno rivoluzionato il sistema delle professioni ordinistiche, e hanno determinato oneri aggiuntivi e gravosi per i professionisti. Le novità pongono il sistema italiano delle professioni all’avanguardia, ma determinano costi elevati, cui i professionisti si fanno carico senza alcun sostegno pubblico. Le novità sono:
– l’introduzione dell’obbligo della formazione continua e dell’assicurazione professionale,
– l’abrogazione delle norme tariffarie,
– l’istituzione di organi di disciplina autonomi dagli organi amministrativi.

I veri costi del POS obbligatorio.

Considerando i limiti di pagamento effettuabili attraverso le carte di debito e il dato medio per singola transazione (non superiore ai 70 euro in media), l’utilizzo del POS obbligatorio ha una portata limitata per quanto concerne l’attività dei professionisti tecnici. La RPT ha fatto presente che il mancato utilizzo dei pagamenti elettronici è, in Italia, più legato a un fattore culturale che non a una mancanza di servizi POS. L’introduzione dell’obbligo di accettare il pagamento con POS obbligatorio ne aumenterà poco la diffusione.

Con queste novità sul POS obbligatorio a fronte di un basso risultato si assisterà a un incremento dei costi per l’esercizio dell’attività professionale non direttamente correlati all’attività.

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1 COMMENTO

  1. Ricordo a Lor Signori, che per esercitare la professione di ingegnere e/o architetto è necessario essere dotati di capacità e conoscenza, non del POS. Il solito gioco delle tre carte di questi imbecilli di politici e burocrati.

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