Mario Pagliaro

È questione di pochissimo tempo prima che la Sicilia si doti di un Polo Solare regionale, un hub di eccellenza per lo sviluppo del territorio e dell’economia tramite la diffusione delle tecnologie solari e dell’efficienza energetica.

Il Sole della Sicilia potrebbe illuminare l’intero territorio italiano e la nostra speranza è quella di Norbert Lantschner, ideatore e fondatore di CasaClima, auspicando che “la Sicilia possa diventare il faro d’Europa“.

Non si tratta di speranze naif in salsa ecologista, ma di opportunità che potrebbero concretizzarsi molto prima di quanto pensiamo; se è vero che l’IEA (International Energy Agency) ritiene che il Sole possa diventare la prima fonte energetica mondiale entro il 2050.

L’occasione della prossima apertura del Polo Solare della Sicilia ci ha permesso di sentire due protagonisti del progetto: Mario Pagliaro, direttore del polo fotovoltaico siciliano (nella foto) e Francesco Meneguzzo, fisico del CNR.

Mauro Ferrarini. In cosa consiste il Polo solare della Sicilia? Quali saranno i suoi compiti e le sue funzioni? Da chi sarà costituito?

Mario Pagliaro. Il Polo, una società consortile fra CNR e Regione Siciliana in fase di costituzione, consolida 10 anni di attività del Polo Fotovoltaico della Sicilia con cui il CNR ha cercato di diffondere in Sicilia le tecnologie dell’energia solare e dell’efficienza energetica; e la cultura della sostenibilità orientata allo sviluppo economico del territorio.

Voluto fortemente dal nuovo assessore all’energia, Salvatore Calleri e dalla senatrice Di Giorgi, il Polo ha fra gli enti fondatori anche il Parco scientifico e tecnologico siciliano, che in Sicilia dispone di importanti risorse logistiche e di ricerca.

Francesco Meneguzzo. La mission del Polo è molo semplice: Contribuire allo sviluppo economico e al risanamento ambientale del vastissimo territorio siciliano attraverso la diffusione delle tecnologie del solare e dell’efficienza, la formazione dei giovani e la ricerca applicata.

La Sicilia ha nell’energia solare e nel risanamento ambientale gli strumenti per un nuovo sviluppo economico diffuso basato sul turismo, la piccola e media impresa, l’agricoltura, la nautica e la pesca.

Mauro Ferrarini. Sarà anche un’occasione per i giovani?

Mario Pagliaro. Senza dubbio. Il Polo formerà i giovani che poi agiranno da “evangelisti” del solare e delle nuove tecnologie dell’energia presso le imprese e le famiglie; ma anche presso le scuole, i Comuni, le strutture sanitarie e le amministrazioni territoriali.

E agirà da consigliere fidato della Regione Siciliana che deve adottare regole semplici e all’avanguardia per l’adozione di queste tecnologie, valorizzando lo straordinario patrimonio storico-artistico siciliano.

Dagli impianti installati in prossimità della Cupola di S. Pietro, a quelli realizzati in centro storico a Firenze, gli esempi sono numerosi quanto sconosciuti. Così come sconosciute ai più rimangono tecnologie che abbiamo sperimentato con formidabili risultati come e la ventilazione solare gratuita delle abitazioni con il solare termico ad aria; o la solarizzazione delle serre agricole basata sulla semplice idrocavitazione dell’acqua.

Mauro Ferrarini. Il progetto per il Polo solare della Sicilia è nato ex novo o rappresenta la trasformazione/evoluzione di una struttura già esistente?

Mario Pagliaro. Il Polo Solare della Sicilia nasce dall’esperienza pluriennale del Polo Fotovoltaico della Sicilia che a sua volta nacque sull’esempio del Polo Solare Organico del Lazio. Alla presentazione del Polo siciliano a Bagheria a inizio 2008 intervenne proprio Aldo Di Carlo, che del Polo laziale è fondatore e autentico propulsore.

Al primo Solar Master organizzato con Confindustria a Palermo nel 2008 il primo degli iscritti proveniva da Bolzano: a riprova della carenza di offerta formativa qualificata su tutto il territorio nazionale. Per questo, fra l’altro, i ricercatori siciliani hanno pubblicato una vasta bibliografia che fa da riferimento per le attività formative in molte parti d’Italia proprio perché contiene gli esempi di impianti e soluzioni realizzate con successo in Italia; e non in Germania.

D’altra parte, sapendo che senza apertura internazionale e ricerca, c’era e c’è il rischio di una rapida obsolescenza, il Polo siciliano organizza ogni anno in Sicilia dal 2011 la Conferenza internazionale SuNEC. Sul sito della Conferenza (www.solar-conference.eu) si può verificare come ogni anno si riuniscono e insegnano in Sicilia alcuni dei maggiori scienziati e tecnologi dell’energia solare a livello internazionale.

Inoltre, insieme a colleghi toscani del CNR, i ricercatori del Polo siciliano sono stati fra i primi a studiare gli impatti dell’elettricità fotovoltaica sul mercato elettrico italiano, quantificando l’effetto del fotovoltaico sulla riduzione delle bollette elettriche che assorbe una frazione importante degli incentivi, e diffondendolo al pubblico più vasto.

Mauro Ferrarini. Come potrebbero essere coinvolti i professionisti e i tecnici nel lavoro del Polo Solare della Sicilia? Saranno previste iniziative particolari in questo senso, magari con associazioni di categoria o gruppi di interesse?

Francesco Meneguzzo & Mario Pagliaro. Fin dall’avvio del primo Solar Master l’intera attività formativa è stata rivolta ai giovani, ai tecnici e agli imprenditori caratterizzandola con un forte taglio pratico ed operativo.

Far nascere nuove imprese, e dare ai professionisti e ai giovani laureati competenze nuove rapidamente spendibili sul mercato. Per farlo, siglammo una partnership con i Giovani di Confindustria Palermo: dove abbiamo tenuto quasi tutti i corsi del Polo.

Abbiamo collaborato con l’Ordine dei Geometri della Provincia di Trapani, e con quello degli Architetti di Catania. Con il Comune di Castronovo di Sicilia, che abbiamo aiutato a divenire quello più solarizzato della Sicilia, e con la sede siciliana di Legambiente. Con l’Agenzia CasaClima e con la ClimAbita Foundation. La settimana prossima saremo alla Camera di commercio di Caltanissetta, e il giorno dopo a San Cono per aiutare l’amministrazione locale a valorizzare gli scarti della coltura del fico d’india.

Per questo svilupperemo relazioni con realtà fondamentali come il Coordinamento FREE che oggi finalmente rappresenta in modo unitario le associazioni di sostegno alle fonti rinnovabili, e con altre realtà associative.

Quella di fare rete è un’esigenza delle attività di ricerca e alta formazione, che nel caso del solare e delle tecnologie dell’efficienza energetica è ancora più imprescindibile. Proprio perché si tratta di tecnologie orientate alla generazione distribuita e diffusa sul territorio.

Mauro Ferrarini. Nel 2050 il sole potrebbe rappresentare la fonte primaria di energia elettrica nel mondo. È quanto prevede l’International Energy Agency (IEA) nei suoi ultimi rapporti presentati recentemente. Sembra quasi un sogno, ma è davvero possibile? Potete dirci cosa ne pensate e come, secondo voi, si potrebbe davvero pensare a un mondo a “trazione solare” tra meno di quarant’anni?

Mario Pagliaro. È ragionevole, ed è conveniente. Il mondo fra 35 anni non sarà ancora interamente ad energia solare. Ma certamente una quota molto elevata dei consumi globali sarà coperta dal fotovoltaico. Gli usi finali dell’energia saranno allora in larga parte elettrificati. I motori termici saranno stati sostituiti da quelli a trazione elettrica. E le caldaie per produrre l’acqua calda, dalle pompe di calore.

Le batterie dei veicoli elettrici funzioneranno come un enorme sistema di accumulo in grado non solo di prelevare ma anche di restituire energia alla rete quando necessario, in uno sviluppo smart che è già stato dimostrato possibile.

Francesco Meneguzzo. Nel 2007 nessuno, eccetto i pochi che allora si batterono per il secondo Conto energia, immaginava che nelle ore centrali di un giorno primaverile il 50% dell’elettricità consumata in Italia potesse essere generata da impianti fotovoltaici; oppure che oltre il 10% del consumo annuale potesse provenire dal Sole. Questo è stato ottenuto in massima parte nel giro di 4 anni, senza inconvenienti per la rete, con grandi benefici per i soggetti conduttori degli impianti e con un impatto minimo sulle bollette per tutti gli altri.

Nel gennaio del 2008 lo anticipammo alla presentazione del Polo fotovoltaico siciliano, fra lo scetticismo generale.

Molti tecnologi ritenevano che il prezzo del silicio di grado solare non potesse scendere sotto i 3 $ al Watt. Oggi, grazie al boom solare italiano e tedesco i moduli completi vengono venduti a 50 centesimi al Watt. Le celle solari si fanno sempre più efficienti e diversificate in termini di materiali. E i sistemi di accumulo si avvicinano a grandi passi alla sostenibilità economica.

Negli USA hanno fatto ricorso ai dazi; e qui in Europa agli accordi sul prezzo minimo che non può essere inferiore ai 52 centesimi di euro al Watt.

Ma per il fotovoltaico ormai in piena generation-parity succederà quel che accadde nell’800 con le stoffe britanniche prodotte con il telaio meccanico ed esportate in Cina. La Muraglia cinese, che aveva resistito per oltre un millennio, cadde in pochi anni con i cinesi attratti dalle splendide stoffe colorate a basso costo. Così oggi l’energia elettrica a basso costo generata senza combustibili è un bene di valore così grande che imprese e famiglie, ma anche scuole, comuni ed ospedali, non intendono farne a meno.

Infatti in USA i dazi sui pannelli cinesi non solo non hanno fermato la corsa del fotovoltaico, ma ormai quello americano è divenuto uno dei mercati principali, con oltre 8 GW di installato nel solo corso di quest’anno. Lo stesso hanno compreso i giapponesi: che dopo Fukushima hanno installato 12 GW, i cui benefici adesso diverranno così chiari che nei prossimi 5 anni diventeranno 80 GW. Trend di crescita analoghi si registrano in Cina, India e Pakistan. Mentre sta per partire il Brasile, che trascinerà tutto il Sud America.

Mario Pagliaro. La storia ci insegna che nessuna fonte energetica abbondante – e quella solare è non solo sovrabbondante, ma anche inesauribile -facilmente trasportabile ed economicamente conveniente può essere bloccata a lungo. Così è stato prima con il carbone, e poi con il petrolio. Infine nuovamente con il carbone e il gas naturale, quando il petrolio ha iniziato il proprio declino di disponibilità e la corsa verso i prezzi difficilmente sostenibili di questi ultimi anni.

L’Italia con i suoi 18 GW di installato tornerà ad essere protagonista del mercato mondiale. Anche senza gli incentivi. E La Sicilia, dove le vecchie e inefficienti centrali termoelettriche da tempo girano al minimo grazie alla produzione solare ed eolica, vivrà la fase due dello sviluppo dell’energia solare.

Quella che porterà i pannelli fotovoltaici e quelli fototermici sui tetti e le facciate di pressoché ogni edificio, mentre le caldaie verranno sostituite da pompe di calore capaci di convertire 1 kWh di elettricità in 4 kWh di calore a bassa temperatura; mentre i veicoli elettrici invaderanno le strade come sta già avvenendo con le biciclette e gli scooter.

Un futuro entusiasmante nel quale occorre però entrare sapendo coglierne a pieno i benefici, come fanno gli amici e partner tedeschi. E come sapremo fare noi in Italia e in Sicilia.

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