Cemento

Si tratta del comparto che più di tutti ha subito gli effetti della galoppante crisi economica di questi anni: il settore del cemento è stato in larga parte devastato dalla recessione cominciata nel 2008. Nel frattempo si continuano a cercare soluzioni utili al fine di non disperdere una professionalità così qualificata come quella impiegata in tale settore.

La sottoscrizione del contratto di solidarietà
È stato infatti sottoscritto la scorsa settimana presso il Ministero del Lavoro il primo accordo per un contratto di solidarietà riguardante il comparto del cemento, che riguarderà 80 lavoratori del sito produttivo di Castelraimondo (in provincia di Macerata) della Sacci Spa. Si tratta di “un accordo importante, che segna una novità nel panorama delle imprese del settore del cemento” spiegano in una nota i sindacati rappresentati nell’accordo (Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil)  – mai prima d’ora, nonostante lo chiedessimo da tempo, era stato utilizzata questa forma di ammortizzatore, a causa della riluttanza delle imprese. Questo accordo dimostra che, in determinate situazioni, anche in questo comparto si possono raggiungere, nonostante i numeri da brivido della crisi e con l’impegno di tutte le parti sociali, soluzioni utili a non disperdere le professionalità”.

Il comparto cemento più che dimezzato
Un settore spezzato a metà dalla crisi, nel vero senso della parola. I dati degli ultimi 7 anni depongono in questo senso, dipingendo un affresco terrificante nel settore del cemento: “Dai 47 milioni di tonnellate di cemento prodotto nel 2007 sì è arrivati agli attuali 20 milioni, con prospettive al ribasso anche per il 2015” spiegano i sindacati nella suddetta nota. Proprio per tale motivo la “Sacci spa aveva dichiarato per la sede di Castelraimondo il taglio del personale ed il ricorso alla mobilità. Ci auguriamo che questo accordo possa rappresentare un esempio per le altre aziende del comparto”: così si conclude la nota sindacale. Una crisi, quella più generale, relativa al settore edile che non accenna a finire: di qualche mese fa erano le stime di lieve miglioramento effettuate dal CRESME per l’anno in corso. Piccole cifre che non fanno però presagire una ripartenza effettiva a breve.

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