Riforma del catasto

I beni demaniali inutilizzati rivestono un ruolo molto importante nell’odierno periodo: valorizzare il patrimonio pubblico, anche in un’ottica di riduzione dei costi e di efficiente utilizzo di manufatti ed edifici, assume un significato fondamentale ai tempi della spending review. Le amministrazioni locali faticano ogni giorno di più, con le casse che “piangono” ed i tecnici comunali costretti ad acrobazie per fare quadrare il bilancio del proprio ente.

Il legislatore ha probabilmente percepito tale situazione e proprio all’interno del Decreto Sblocca Italia (Decreto Legge 12 settembre 2014 n. 133) hanno preso alloggio rilevanti norme proprio in materia di valorizzazione dei beni demaniali.

Per maggiori informazioni in merito al Decreto Sblocca Italia leggi l’esaustivo articolo Sblocca Italia in Gazzetta: edilizia, ecco cosa cambia in dettaglio.

Procedure di variante urbanistica: focus
Il punto focale delle novità si condensa sulle procedure di variante urbanistica, ritenute evidentemente indispensabili per la corretta valorizzazione del patrimonio pubblico: l’attenzione è collocata sul modello procedimentale dell’accordo di programma, di cui viene precisata ed affinata la valenza di variante urbanistica (già disciplinata dall’articolo 34 del Decreto Legislativo 267/2000). È inoltre previsto che, allo scopo di individuare i contenuti dell’accordo, il Comune presenti un proprio progetto di recupero dell’immobile anche attraverso il cambio di destinazione d’uso al ministero titolare del bene.

Viene così a configurarsi il procedimento al cui esito, attraverso la formazione della variante urbanistica, l’Agenzia del Demanio è titolata all’alienazione, alla concessione o alla costituzione del diritto di superficie sull’immobile interessato. All’interno di tale procedimento, per ciò che inerisce agli immobili appartenenti al Demanio militare, entro 45 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, la Difesa, avvalendosi del Demanio, provvede a censire i beni da destinare alla valorizzazione. Sono esclusi gli immobili in corso di trasferimento agli enti locali in forza delle misure sul federalismo demaniale.

Per ulteriori info in merito leggi l’articolo Beni demaniali: velocità nelle procedure grazie allo Sblocca-Italia sul portale Ediliziaurbanistica.it.

Le tempistiche
Nei 30 giorni successivi, il Demanio e la Difesa hanno la facoltà di proporre all’Amministrazione comunale un progetto di recupero dell’immobile a diversa destinazione urbanistica, anche previa pubblicazione di un avviso di ricerca sul mercato per sollecitare la presentazione del progetto da parte di privati. L’accordo di programma firmato da Comune, Agenzia e Ministero e ratificato dal consiglio municipale nei 30 giorni dalla stipula, costituisce pertanto variante alla destinazione d’uso del bene.

Il procedimento deve concludersi entro 90 giorni dalla presentazione della relativa proposta. Mentre entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto le Regioni devono adottare misure necessarie a garantire “le occorrenti semplificazioni documentali e procedimentali”.

In fase conclusiva di procedura possono presentarsi due differenti situazioni: qualora il ministero competente rilevi una situazione di inadempimento all’accordo di programma, può proporre al Presidente del Consiglio dei ministri la nomina di un commissario “ad acta” che provveda alle procedure necessarie per attuare la variante urbanistica. In caso contrario è invece previsto dal Decreto Sblocca Italia che gli enti locali coinvolti nella variante vengano premiati ricevendo il diritto ad una quota dei proventi derivanti dalla valorizzazione del bene in questione.

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