Lunedì scorso è stato ufficialmente consegnato il premio al progettista vincitore del contest #tettitaliani di Brianza Plastica, di cui abbiamo dato ampio risalto su queste pagine nelle settimane passate.

L’arch. Lara Grana, invitata a Carate Brianza, presso la sede aziendale, ha ricevuto il primo premio, un viaggio di architettura per due persone ad Abu Dhabi. In presenza di tutta la giuria tecnica, che, dopo un’accurata valutazione, ha selezionato il progetto, Lara Grana ha ricevuto una targa come attestato della vittoria, consegnatale direttamente da Alberto Crippa, Consigliere Delegato e Direttore Generale Area Commerciale di Brianza Plastica (leggi l’intervista esclusiva rilasciata dalla vincitrice a Ediltecnico.it).

“Con questo concorso” ha commentato Crippa “abbiamo voluto celebrare più che il prodotto da solo, il suo connubio con i progettisti. In tanti anni abbiamo condiviso obiettivi e opportunità con architetti, ingegneri, geometri. Questo ci ha permesso di essere sempre pronti a rispondere alle esigenze del mercato, contribuendo alla crescita di ISOTEC. D’altro canto i progettisti, con i loro lavori, si sono resi sempre i primi portavoce sul mercato dell’affidabilità e qualità di ISOTEC: sono quindi essi stessi gli artefici del nostro successo”.

“Il concorso” ha sottolineato poi Vera Vaselli, responsabile Marketing Brianza Plastica “è anche per noi occasione di celebrare un anniversario molto importante, i 30 anni di presenza sul mercato di ISOTEC, nostro prodotto di punta. Ecco perché il contest ha voluto porre l’accento sul tetto come primario elemento dell’edificio e ha voluto raccontare, attraverso casi reali, tante belle storie di tetti italiani realizzati a regola d’arte. Il concorso ci ha permesso di essere ancora più vicini ai progettisti, strategia che perseguiamo da tempo grazie al potenziamento dei social media e grazie ai nostri tour formativi.”

Il progetto vincitore del contest, la Masseria ecosostenibile a Noto, ha visto il recupero ecosostenibile di un ex frantoio per la lavorazione dell’olio, risalente ai primi del ‘900; un innovativo recupero storico che, attraverso tecniche di architettura bioclimatica ed ecosostenibile, ha riconvertito l’edificio in civile abitazione, certificata in Classe Energetica A+.

Il progetto è rappresentativo di una filosofia d’intervento chiara e precisa: la valorizzazione e riqualificazione di un edificio storico, dal forte richiamo architettonico locale, è stata ottenuta grazie al rispetto della preesistenza, unitamente all’applicazione di sistemi costruttivi tecnologicamente avanzati, dalle elevate performance, all’insegna dell’ecosostenibilità e dell’efficienza energetica.

L’attenzione per la definizione tecnologica del pacchetto di copertura costituisce parte integrante di questo percorso progettuale. Il caso è stato presentato con chiarezza e completezza di informazioni, restituendo in modo esauriente un interessante “racconto di tetto italiano”, tema portante del concorso. La masseria, è stata, quindi, ritenuta dalla giuria tecnica del concorso un esempio di progettazione consapevole e sostenibile, che si colloca in un contesto climatico particolare.

L’approccio olistico applicato da Lara Grana racconta una visione progettuale che mira ad una sostenibilità intelligente, nella scelta delle tecnologie e delle modalità di applicazione delle stesse; la capacità di sfruttare tutte le caratteristiche tecniche di ISOTEC per fini prestazionali, estetici, ergotecnici ed economici contribuisce alla definizione di un tipico tetto italiano, il “quinto prospetto dell’architettura”.

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