TASI 2014

L’orologio del “countdown” si colora di rosso: sono rimasti solo 2 giorni alle amministrazioni comunali ritardatarie per deliberare in merito ad aliquote e detrazioni TASI 2014. Domani è l’ultimo giorno valido per decidere in materia ed inserire nel portale del federalismo fiscale la delibera di approvazione.

Fino a venerdì scorso erano stati 4752 i Comuni in linea con le tempistiche dell’adempimento: ciò significa che tra oggi e domani si giungerà ad una vera e propria volata finale per non oltrepassare il suono del “gong” (che significa aliquota del tributo portata automaticamente al minimo, ovvero 1 per mille).

Le date importanti per i contribuenti: 16 ottobre e 16 dicembre 
Nel frattempo i contribuenti che risiedono nei cd. comuni ritardatari (cioè quelli che non hanno deliberato lo scorso giugno, ma che riusciranno a deliberare entro domani) saranno chiamati a pagare l’acconto entro il 16 ottobre prossimo (con la seconda rata fissata al 16 dicembre). La seconda rata al 16 dicembre vale anche per coloro che la prima rata l’hanno già pagata a giugno, mentre in quei Comuni privi di delibera, proprio in questa data dovrà essere corrisposto l’intero importo del tributo.

Per tutti i chiarimenti in materia leggi l’articolo Dal labirinto TASI 2014 non si esce: in arrivo 10 giorni di fuoco.

La doppia polemica
Intanto continuano a salire le polemiche sulla TASI 2014, divaricandosi addirittura su due fronti: da una parte in merito all’elevato prelievo cagionato dall’innalzamento delle aliquote. Dall’altra parte si è addirittura creato un piccolo giallo in merito alla trasparenza delle Amministrazioni comunali in riferimento all’uso che queste ultime fanno del gettito derivante dal tributo sui servizi indivisibili. È proprio di ieri la notizia relativa al tentativo del Servizio politiche territoriali della CISL di comprendere (esplorando all’interno dei documenti contabili di 8 grandi città italiane) dove sono direzionate le risorse provenienti dal versamento della TASI 2014. Ciò che emerge è una grande confusione che regna, con pochissimi Comuni che hanno inserito (come prescrive la legge 147/2013 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”) l’elenco dei servizi finanziati con la TASI nel Regolamento stesso della tassa. Un evidente deficit di trasparenza con riferimento ad un tributo che incide non poco sulle tasche dei cittadini, i quali vorrebbero anche comprendere con precisione dove vanno concretamente a finire i loro risparmi.

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