Ambiente, a chi la competenza in Costituzione?

La materia dell’ambiente torna tra le competenze esclusive dello Stato. È questo, in estrema sintesi, quello che emerge dall’emendamento presentato da Giuseppe Marinello (senatore Ncd e presidente della Commissione Ambiente) nel processo di riforma del titolo V della Costituzione:  secondo le linee stilate dal correttivo vengono ricondotti tra le competenze esclusive dello Stato i settori di ambiente ed ecosistema.

Il Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha manifestato soddisfazione per la proposta: “Questa modifica al testo Calderoli-Finocchiaro affermerebbe – si legge in una nota emessa dal Consiglio – in modo inequivoco l’esclusiva competenza statale sulla materia, evitando di incrementare conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni e rafforzerebbe altri importanti provvedimenti come la rinnovata competenza statale in materia di infrastrutture strategiche, grandi reti di trasporto, porti, aeroporti ed energia”.

A proposito di riforma del Titolo V leggi l’articolo Senato: energia e beni culturali tornano di competenza dello Stato.

L’accoglimento dell’emendamento Marinello, secondo il CNAPPC, permetterà tornare all’originaria formulazione prevista dal ministro Boschi attraverso la quale (in modo chiaro ed al riparo da equivoci), vengono affidati alle competenze dello Stato i settori ambiente ed ecosistema congiuntamente alla tutela dei beni culturali e paesaggistici, mantenendo (“in modo assolutamente corretto e condivisibile”), l’unitarietà tra paesaggio e ambiente sancito dall’art. 9 della Costituzione.

In concordanza con quanto appena riportato giungono anche le parole di Gaetano Maccaferri (rappresentante di Confindustria) : “Sarebbe importante approvare il correttivo. Esso infatti sarebbe in grado di introdurre una competenza unitaria su aspetti fondamentali per la vita delle imprese, scongiurando il rischio di frammentazioni e scelte disomogenee sul territorio. Anche l’Ocse nel suo ultimo Rapporto sulle performance ambientali italiane nota come la mancanza di un contesto regolamentare stabile ed omogeneo per le attività imprenditoriali ostacoli gli investimenti”. Insomma secondo Confindustria, riportare l’ambiente nelle competenze dello Stato sarebbe una azione (ed soluzione) ottimale.

Il correttivo potrebbe contribuire a scongiurare il pericolo evidenziato con grande attenzione da un “pool” di 19 associazioni ambientaliste nel corso di un Appello ufficiale: ovverosia un incremento del conflitto tra Stato e Regioni, a cui il testo non emendato potrebbe dare origine. “Al Senato, – affermano queste associazioni – con l’emendamento presentato ieri in Aula dal presidente della Commissione Ambiente Marinello, è stato dato un segnale importante per fare in modo che l’Ambiente torni ad essere chiaramente competenza esclusiva dello Stato. Ora attendiamo che Palazzo Madama proceda alla correzione, con l’assenso del Governo che aveva proposto originariamente ben più chiara formulazione e che s’è dichiarato disponibile a eventuali ritocchi del testo uscito dalla Commissione Affari Costituzionali”.

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