Ieri si è aperto il tavolo di confronto per intervenire sui costi del POS obbligatorio per professionisti e imprese. Il confronto è voluto dal Mise (Ministero dello sviluppo economico) in seguito alle polemiche e all’entrata in vigore dell’obbligo di accettazione professionisti dei pagamenti di importo superiore ai 30 euro effettuati con carte di debito, senza però sanzioni in caso di violazione dell’obbligo.

Al tavolo per il POS obbligatorio partecipano in modo stabile i rappresentanti della Banca d’Italia e del ministero dell’Economia e delle Finanze. Ieri erano presenti anche i rappresentanti del Consorzio Bancomat e dell’ABI.

Il 22 luglio prossimo si terrà un secondo incontro con i principali operatori del mercato dei pagamenti elettronici per completare l’analisi dei costi e delle commissioni per l’installazione, la manutenzione e all’utilizzo dei POS obbligatorio.

“Nelle prossime settimane – dice il Mise – il tavolo proseguirà i suoi lavori incontrando le organizzazioni di categoria dei commercianti, degli artigiani e dei professionisti, in modo da condividere un percorso comune che possa da un lato colmare il forte ritardo, rispetto agli altri Paesi europei, che l’Italia registra nell’uso della moneta elettronica e del POS obbligatorio e, dall’altro, conduca ad una riduzione dei costi associati a questa modalità di pagamento, attivando economie di scala, efficientamenti e maggiore concorrenzialità”.

Confcommercio sostiene che il POS obbligatorio per imprese e liberi professionisti può essere inteso come “un buon intendimento lasciato a metà, che sta solo generando confusione e nuovi oneri per le imprese. Perché nel frattempo l’avvio, il mantenimento del servizio e le commissioni sui pagamenti rappresentano un ulteriore aggravio sulle spalle di categorie imprenditoriali già pesantemente vessate”.

Non tutti sono convinti di questo.

Leggi l’ultimo intervento di Federarchitetti sul Pos obbligatorio.

Confcommercio prosegue: “Lo scorso febbraio (con la pubblicazione del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze numero 51) è andata delusa l’attesa degli esercenti sull’emanazione di un provvedimento, previsto fin dal Decreto Salva Italia del dicembre 2011, che avrebbe dovuto ridefinire le regole generali per assicurare una riduzione delle commissioni bancarie, tenuto conto della necessità di garantire trasparenza dei costi e promuovere l’efficienza economica nel rispetto della concorrenza. Infatti, il provvedimento ministeriale, che entrerà in vigore il 29 luglio prossimo, si limita ad enunciare alcuni principi di carattere generale che non hanno ricadute in termini positivi e reali sulla vita delle imprese, dettando regole solamente in materia di trasparenza e di pubblicità. Ancora una volta si è introdotta nuova burocrazia, anziché ridurre i vincoli all’attività d’impresa”.

L’incidenza percentuale dei costi legati agli incassi tramite POS obbligatorio  cresce  se diminuisce la dimensione aziendale, in relazione al minore potere contrattuale nei confronti del sistema bancario: le imprese più piccole sono più penalizzate.

Cosa propone Confcommercio?
Si rende necessaria una spending review del POS obbligatorio e della moneta elettronica, introducendo:
– tetti massimi alle commissioni interbancarie;
– la ridefinizione della clausola cosiddetta di “non discrimination rule” per favorire l’utilizzo degli strumenti di pagamento più efficienti;
– la possibilità di “scaricare” di tutti gli oneri legati alla gestione del POS.

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