Efficienza energetica

Il Piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica è in procinto di essere trasmesso a Bruxelles, destinataria l’Unione Europea: si tratta della strategia di interventi “green” sugli edifici pubblici e privati per raggiungere l’obiettivo del taglio del 20% dei consumi di energia primaria entro la data fatidica del 2020.

La scorsa settimana, più precisamente il 10 luglio, è stata raggiunta l’intesa sul testo in Conferenza Stato-Regioni: qui gli Enti locali hanno fornito il loro via libera vincolandolo però all’introduzione di maggiori dettagli sulla strategia che Governo seguirà per ottemperare agli obblighi imposti dalla direttiva UE sull’efficienza energetica: il progetto generale fa riferimento alle norme contenute nella direttiva europea 27/2012 UE.

Per maggiori informazioni sul contenuto del direttiva europea consulta l’articolo Direttiva efficienza energetica: il CdM dice sì. Novità per tutti.

Il Piano fa complessivamente riferimento ai fondamentali temi dell’efficienza energetica in edilizia residenziale, edilizia scolastica ed edifici della Pubblica Amministrazione centrale.

Interessante il profilo del piano che riguarda le scuole (alle prese con un altro importante progetto, quello relativo alla messa in sicurezza complessiva): si stima la possibilità di riqualificare in maniera efficace 3800 istituti per un totale di 6 milioni di metri quadri. In aggiunta a ciò, sul piano non residenziale si provvederà alla riqualificazione di 1,5 milioni di metri quadri di alberghi (500 edifici circa) e 5,5 milioni di metri quadri di uffici (2mila edifici): in totale si parla interventi per 17,5 miliardi di euro l’anno che consentiranno risparmi (al 2020) stimati attorno ai 17mila GWh all’anno.

Per approfondire il tema della strategia europea per l’efficienza energetica leggi l’articolo Regole UE sulle prestazioni energetiche degli edifici, cambiare lo status quo.

Secondo il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci “la presentazione del piano è poco efficace se non viene accompagnata da una strategia che mette in fila tutti i soggetti interessati per realizzare azioni coordinate. Una strada possibile al fine di garantire l’efficacia degli interventi potrebbe essere una struttura di missione sul modello di quella contro il dissesto idrogeologico appena varata”. A parere del deputato PD è assolutamente indispensabile “dare priorità alla partita dell’edilizia, dal momento che, osservando i dati del Cresme, nel 2013 tra credito d’imposta ed Ecobonus sono stati attivati 340mila posti di lavoro tra diretto ed indotto e 28 miliardi di investimenti”.

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