Smart City. Profumo: pronto un miliardo
Smart City. Profumo: pronto un miliardo

Città intelligenti: Francesco Profumo ha annunciato che il Governo è pronto a investire 1 miliardo per il progetto “Smart City & Communities”.

 

Intervenuto al convegno del 23 febbraio “Le Smart Cities dell’Anci”, che rappresenta il primo appuntamento a livello nazionale dedicato allo sviluppo delle “città intelligenti”, svoltosi presso il Centro Congressi di Torino, il Ministro ha dichiarato che la crisi del paese non deve essere un motivo che spinge abbandonare l’idea di far sviluppare il Paese ma al contrario, deve rappresentare uno stimolo per investire in innovazione e tecnologia e per creare un nuovo modello economico e sociale, che trovi il punto di forza in condivisione, aggregazione e collaborazione, sopratutto fra pubblico e privato. Il Project Financing viene dunque, ancora una volta, indicato come una delle vie per uscire dalla crisi.

 

L’interesse nei confronti di un sistema che punti su un modello di “città intelligente” non è una novità: durante un’audizione dello scorso gennaio presso la commissione Cultura della Camera, Profumo aveva ribadito che il Ministero, oltre alla messa in sicurezza delle scuole e al miglioramento delle università e degli enti di ricerca, avrebbe puntato su una piattaforma progettuale di Smart City: le città dovranno essere centri di riferimento per l’innovazione, nodi strategici per raggiungere gli obiettivi 20-20-20. Alle PA dovrebbe essere messo a disposzione “un insieme di tecnologie, applicazioni, modelli di inclusione, regole di relazione tra sistema pubblico e privato, procedure di procurement, azioni di semplificazione, trasparenza e regolamentazione”.

 

Il progetto sulle Smart Cities troverà applicazione attraverso due bandi.
Il primo è già stato avviato: è di 260 milioni e interessa le regioni del Mezzogiorno più Sardegna, Basilicata, Abruzzo e Molise. Sarà l’incipit, poiché servirà per creare start up di progetti pilota nella ricerca industriale.
Il secondo (700 milioni) sarà destinato alle città del centro-nord.

 

Tali finanziamenti dovranno essere considerati “una palestra virtuale per le nostre imprese, i nostri comuni, regioni, università per poter essere competitivi sulle nuove grandi opportunità che la Commissione europea ci offre”.
Perché, ha concluso il ministro, il progetto sulle Smart Cities è, per il momento, nazionale, ma deve trasformarsi in progetto europeo.

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