Efficienza energetica

Questione di pochi giorni e lo strumento legislativo volto a consentire il recepimento nel nostro paese della direttiva europea sull’efficienza energetica (direttiva 2012/27/UE) sarà pronto.

Le commissioni parlamentari (in particolare la Commissione Ambiente della Camera presieduta da Ermete Realacci e la Commissione Sviluppo Economico del Senato) hanno svolto un importante lavoro sul testo del decreto legislativo che dovrà poi essere approvato dal Governo nella sua versione definitiva.

Per approfondire e leggere una sintesi dei lavori della Commissione Ambiente leggi l’articolo Efficienza energetica: ecco come sarà recepita la Direttiva 2012/27 UE.

Stabilizzare l’Ecobonus e alzare il target annuo degli interventi di riqualificazione energetica da realizzare sugli immobili pubblici, oltre a ridurre i consumi di energia primaria del 20% entro il 2020: sono questi i cardini tematici del testo europeo che dovrà diffondere i suoi effetti sull’ordinamento di tutti i paesi nell’Unione, compresa l’Italia, andando ad innovare i testi di legge in materia energetica ed ambientale.

Secondo le ultime indiscrezioni sembra che le Regioni daranno parere positivo condizionato allo schema di decreto di attuazione della direttiva europea: questo dovrebbe essere il risultato dell’incontro tra alcuni rappresentanti degli Enti locali e del ministero dello Sviluppo Economico

Il punto critico si colloca nella destinazione del Fondo nazionale per l’efficienza energetica che dovrebbe avere a disposizione, secondo alcune stime, tra gli 80 e i 100 milioni di euro. Lo schema di recepimento prevede che queste risorse, provenienti dalla bollette energetiche, siano versate presso il bilancio dello Stato (5 milioni per il 2014 e di 25 milioni per il 2015) e riassegnate al capitolo dello stato di previsione del Ministero dello Sviluppo Economico per interventi di riqualificazione energetica degli immobili dell’Amministrazione pubblica centrale.

La proposta delle Regioni è quella di ripristinare la destinazione originaria, cioè il sostegno allo sviluppo delle reti di teleriscaldamento e all’efficienza energetica degli immobili pubblici anche periferici. Lo schema proposto alle Regioni cercherà di trovare un compromesso: non è escluso che parte del Fondo venga effettivamente incorporato nel bilancio dello Stato, ma un’altra parte, ed è questa la condizione che le Regioni sottolineeranno, dovrà tornare nei territori.

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