Riforma del catasto

Dopo la breve pausa per la “sbornia” elettorale delle elezioni europee il Governo Renzi torna al lavoro a testa bassa per portare avanti le numerose riforme intraprese: in prima fila nel novero delle priorità si colloca ovviamente la riforma del catasto, il riordino complessivo di una materia che andrà a delineare in maniera inedita l’assetto immobiliare del nostro paese e porterà  notevoli ripercussioni (si spera positive, in termini di equità fiscale) sull’entità del pagamento delle imposte sulla casa.

Per una panoramica esaustiva della mole complessiva di imposte sulla casa in Italia leggi l’interessante articolo di approfondimento Debutta la IUC: un mostro con un corpo solo e tre teste come l’Idra.

Il varo del primo decreto attuativo della delega fiscale in materia di revisione del catasto (legge n. 23 dell’11 marzo 2014) è atteso per le prime settimane di giugno: in primo luogo si tratterà di partire con la nuova fondazione, o meglio la ridefinizione sistematica, delle commissioni censuarie (per ora esistenti solo sulla carta). È chiaro che la riforma di tali commissioni si configuri come “step” necessariamente propedeutico al vero e proprio riordino catastale che, nell’arco temporale di 5 anni, andrà a riconfigurare il complessivo assetto immobiliare italiano, innestandolo sul requisito della metratura e non più su quello dei vani.

I  decreti attuativi forniranno indicazioni operative in materia ai professionisti e ai tecnici della Pubblica Amministrazione: per saperne di più sulle prospettive possibili di questa riforma leggi la nostra intervista all’ing. Carlo Cannafoglia, grande esperto della materia e già direttore del Catasto italiano.

Le rinnovate commissioni censuarie avranno il gravoso (ed importantissimo) compito di utilizzare il nuovo algoritmo che consentirà di avvicinare il valore medio delle abitazioni ai reali prezzi di mercato, nell’ottica di una convergenza con il concetto di “Valore medio ordinario” e lasciandosi alle spalle le tariffe d’estimo che fino ad oggi si erano tradotte in categorie e classi. Un’operazione certamente delicata, che va toccare un bene di valore inestimabile (soprattutto nel nostro paese) come quello rappresentato dalla casa.

Insomma, dopo oltre vent’anni, mediante l’approvazione della legge sulla delega fiscale, l’Italia ha la possibilità di mettere mano alla riforma del catasto fabbricati, sempre invocata e mai realizzata: in questa direzione può essere utile consultare la Pagina speciale di Ediltecnico sulla Riforma del Catasto, corredata di normativa, articoli e preziose interviste sul tema.

Insieme alla disciplina definitiva delle scadenze della TASI 2014, la definizione embrionale (meglio, l’inaugurazione) della riforma del catasto diventa uno dei punti-cardine dell’Agenda Renzi nell’immediato “aftermath” elettorale costituito dal mese di giugno. Non va dimenticato che l’operazione possiede le stimmate della riforma epocale: architetti, ingegneri, geometri e tecnici comunali saranno coinvolti a causa delle grandi novità di tipo normativo. Insomma, nulla sarà più come prima.

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