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Il Decreto Cultura, o decreto “Art Bonus”, approvato dal Consiglio dei Ministri e contenente interessanti novità per la cultura ma anche per l’edilizia, dovrà proseguire il proprio iter dopo il boom delle elezioni europee del Governo Renzi. In particolare il Decreto porta buone notizie per gli albergatori: ci saranno sgravi fiscali del 30% per chi ristruttura l’albergo e per chi utilizza il web e il mobile per la promozione della propria attività di albergatore, da quest’anno fino al 2018. Si tratta di un Decreto nato prima delle Elezioni europee, ma che farà il suo percorso dopo, con la spinta che il Governo Renzi ha ricevuto dal consenso elettorale. O almeno speriamo che faccia il suo percorso, piuttosto velocemente, perché si tratta di un provvedimento utile.

“È un decreto molto interessante. Nelle prossime settimane arriverà il disegno di legge delega del settore”, ha twittato il premier Matteo Renzi.

Arrivano quindi sgravi fiscali al 30% per gli albergatori che decidono di ristrutturare il proprio albergo da quest’anno e fino al 2018. È uno dei punti principali del decreto “Art Bonus” ideato da Dario Franceschini e approvato dal Consiglio dei ministri.

Non si conosco ancora tutti i dettagli tecnici del provvedimento, ma quello degli sgravi fiscali per gli albergatori si. Per sostenere la competitività del turismo italiano e favorire la digitalizzazione del settore, il testo prevede crediti d’imposta del 30% per la ristrutturazione edilizia e l’ammodernamento delle strutture ricettive e per le spese sostenute negli anni 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018 e per l’ acquisto di siti e portali web, inclusa l’ottimizzazione per i sistemi di comunicazione mobile, l’acquisto di app e di spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi, pernottamenti e pacchetti turistici sui siti e piattaforme web specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio.

Solo dopo un’intesa con le Regioni e le province autonome, ed entro il 31 ottobre 2014, verranno individuati i requisiti necessari per ottenere le abilitazioni specifiche per le guide turistiche nei siti di particolare interesse storico, artistico o archeologico, e il procedimento di rilascio di tali abilitazioni.

Come è stato accolto lo sgavio del 30% per la ristrutturazione degli alberghi?
Gli imprenditori e gli operatori del settore sono soddisfatti dell’iniziativa del Governo per la ristrutturazione degli alberghi. Ma vogliono capire meglio la portata delle misure approvate. Giorgio Palmucci, presidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi, plaude alla concessione di un credito di imposta del 30% per la digitalizzazione e la ristrutturazione degli alberghi “anche se sarà opportuno capire come questa potrà essere utilizzata dagli albergatori”.

“Ci auguriamo che al decreto si affianchino presto altre misure strutturali e di sistema e che durante l’iter del provvedimento siano reperite maggiori risorse”, afferma Federalberghi-Confcommercio, la più rappresentativa organizzazione degli albegatori, a proposito degli sgravi per la ristrutturazione degli alberghi.

“Dal Consiglio dei ministri arriva un segnale di speranza per le sorti del turismo italiano: ora serve rapidità d’esecuzione”, aggiunge il presidente di Assoturismo-Confesercenti, Claudio Albonetti.

Nello stesso Decreto, oltre alla detrazione del 30% per la ristrutturazione degli alberghi, si stabilisce che l’Enit-Agenzia nazionale del turismo commissariata, da ente pubblico diventa un ente pubblico economico: svolgerà compiti di promo commercializzazione perché ritenuta inadeguata per le esigenze del turismo italiano. Il presidente di Confturismo-Confcommercio, Luca Patanè, è preoccupato per questo commissariamento: “il percorso già intrapreso di trasformazione dell’ Enit, peraltro con il coinvolgimento delle rappresentanze di categoria del settore, deve essere accelerato alla vigilia di Expo”, sottolinea.

Cos’altro c’è nel Decreto Cultura?

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1 COMMENTO

  1. […] Credito d’imposta del 30% per la ristrutturazione alberghi, per migliorare la qualità dell’offerta ricettiva e per accrescere la competitività delle destinazioni turistiche, nel periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto, per i due successivi e alle strutture ricettive esistenti alla data del 1° gennaio 2012, fino a un massimo di 200.000 euro nei periodi di imposta indicati e fino all’esaurimento dell’importo massimo di 20 milioni di euro per l’anno 2015 e di 50 milioni per gli anni dal 2016 al 2019. […]

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