Non solo sicurezza strutturale. Gli eventi sismici che hanno colpito l’Emilia nel maggio di 2 anni fa hanno dimostrato come anche la consapevolezza di “cosa fare” e “cosa non fare” durante un terremoto può diventare fondamentale per la salvaguardia delle persone.

Il rischio terremoto, nell’economia della gestione delle emergenze, è sempre stato considerato un po’ il Figlio di un Dio Minore, poiché l’attenzione si è sempre focalizzata soprattutto sul rischio di incendio e sulle procedure da mettere in campo in caso di propagazione delle fiamme.

Negli ultimi due anni il Comando dei Vigili del Fuoco della Provincia di Ferrara, in collaborazione con il Laboratorio TekneHub del Tecnopolo dell’Università di Ferrara, hanno progettato e coordinato una ricerca finalizzata a indagare questi aspetti dal titolo Imparare a gestire l’emergenza. L’esperienza delle scuole.

“Le scuole, come gli altri ambienti di lavoro”, ci ha detto l’arch. Maddalena Coccagna di TekneHub, “devono avere piani di emergenza che non considerino soltanto il primo soccorso e la lotta antincendio, ma anche gli altri rischi presumibili, in funzione delle condizioni ambientali, dell’edificio, degli studenti, ecc.”.

“Spesso ciò non avviene o comunque non con la giusta attenzione al contesto di ogni scuola. Dover fronteggiare un evento improvviso come un terremoto ha reso evidente quanto siano importanti lo studio e la condivisione di specifiche procedure di piano, con azioni mirate al ruolo centrale della persona come cardine di un buon intervento anche in situazioni limite”.

Ricordiamo che sull’argomento della gestione della emergenza terremoto, è stato pubblicato sul numero di aprile della rivista L’Ufficio Tecnico un ampio e approfondito articolo che illustra il progetto. I risultati di questo percorso saranno comunicati il prossimo 10 giugno presso la Sala Estense del Comune di Ferrara.

Appuntamento dunque nel capoluogo estense per una giornata densa di interventi e davvero interessante per chi si occupa, a tutti i livelli, di sicurezza.

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