Contributi minimi Inarcassa

Derogare agli obblighi di contribuzione Inarcassa? Finalmente è possibile: ciò potrà avvenire infatti a partire dall’anno in corso per ingegneri ed architetti che non riescano a conseguire un reddito professionale annuale superiore alla quota di 15mila euro.

 

Lo prevede la Cassa nazionale di previdenza e assistenza di categoria (Inarcassa, appunto) attraverso una modifica al Regolamento Generale di Previdenza (con preventiva approvazione dei ministeri vigilanti): l’innovazione è stata resa necessaria dal malcontento aleggiante tra i membri delle categorie professionali di ingegneri ed architetti a causa del difficile momento economico e della pesante crisi che grava (da ormai qualche anno, a dirla tutta) sull’intero comparto dell’edilizia.

Nel rinnovato dettato regolamentare si afferma infatti che i liberi professionisti hanno la possibilità di “derogare all’obbligo della contribuzione minima soggettiva per un massimo di 5 anni, anche non continuativi, nell’arco della vita lavorativa” nel caso in cui il reddito prodotto si assesti su una cifra inferiore al valore corrispondente al contributo minimo soggettivo.

Pertanto gli ingegneri o gli architetti che dovessero prevedere di conseguire nel corso dell’anno un reddito inferiore alla cifra di 15690 euro hanno già da ora la possibilità di non ottemperare al versamento del contributo soggettivo minimo (che ammonta alla non esigua cifra di 2275 euro), corrispondendo in via sostitutiva una quota che si assesta sul 14,5 % del reddito effettivamente prodotto: questo versamento dovrà avvenire a dicembre 2015, dopo la presentazione della dichiarazione online.

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Quella dei contributi minimi Inarcassa è senz’altro una questione delicata per questa categoria di professionisti impegnati nell’edilizia. Il presidente di Inarcassa, Paola Muratorio, ha espresso grande soddisfazione per la novità regolamentare: “Un altro importante passo avanti a favore dei nostri architetti e ingegneri con i redditi più bassi – ha spiegato – al fine di sostenerli realmente in questo momento di crisi della professione”.

Che sia la mossa giusta per alleviare almeno in parte i problemi derivanti dalla morsa della crisi sui professionisti e contribuire anche a fare emergere dal “nero” alcune prestazioni lavorative? È quello che si auspica. Per usufruire della deroga, intanto è necessario non essere pensionati (o pensionandi) e non usufruire già delle riduzioni previste per gli “under 35”.

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1 COMMENTO

  1. La cara collega Paola Muratorio, stipendiata da inarcassa con importi da dirigente (parliamo di cifre con 6 cifre) come fa ad essere soddisfatta di questa possibilità? Non è che il professionista che è nella merda paga di meno in proporzione a quanto guadagna, semplicemente non si versa i contributi e si attacca; già con i 3200 euro all’anno minimi si riceverà una pensione da fame grazie alla simpatica Fornero e alla riforma di Inarcassa che ha reso le pensioni future un miraggio, senza però intaccare le pensioni che percepiranno i simpatici delegati che hanno votato la riforma stessa (del tipo tagliamo le pensioni a chi viene e in modo inversamente proporzionale aumentiamogli i contributi minimi, tanto le nostre oramai sono assicurate e la riforma non le scalfisce)

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