detrazioni ristrutturazioni e efficienza energetica

Il passaggio da detrazione 36% a detrazione 50%, per le ristrutturazioni edilizie, e da detrazione 55% a detrazione 65%, per la riqualificazione energetica degli edifici, detrazioni confermate per tutto il 2014, sta dimostrando la sua efficacia nello sviluppo dell’edilizia e per l ’attività produttiva.

Gli interventi di recupero sono infatti l’unico comparto che continua a mostrare un aumento dei livelli produttivi nella crisi delle costruzioni. Il potenziamento e la proroga degli incentivi fiscali hanno prodotto e producono un significativo aumento del giro d’affari collegato agli interventi di recupero edilizio e alla riqualificazione energetica degli edifici.

Le entrate tributarie derivanti dalle ritenute a titolo di acconto applicate ai pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare della detrazione 50% e della detrazione 65% per spese per le quali spetta la detrazione d’imposta, segnano nel primo bimestre 2014 un incremento del 53,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il risultato di inizio anno rafforza la crescita del 42,7% registrata nel 2013 rispetto all’anno precedente (916 milioni di euro a fronte dei 642 del 2012).

L’ANCE ha riassunto in un documento quanto la detrazione 65% e la detrazione 50% abbiano aiutato l’edilizia facendo crescere il giro d’affari che altrimenti sarebbe stato molto inferiore: puoi leggerlo qui.

Già settimana scorsa il Cresme e il Servizio Studi della Camera avevano pubblicato le cifre sul giro d’affari che poteva essere creato tramite i bonus ristrutturazioni: la spesa delle famiglie nel 2013 per gli interventi interessati dalle due tipologie di bonus si colloca infatti sulla cifra di 28 miliardi di euro (una cifra che corrisponde  a 2 punti di Pil, con 4,8 miliardi che entrano direttamente nelle casse dello Stato attraverso l’IVA), mentre con riferimento ai primi due mesi del 2014 ci si attesta a quota 4,5 miliardi (IVA esclusa), con una crescita addirittura del 54% rispetto al gennaio-febbraio 2013. Le cifre sono state elaborate dal centro ricerche Cresme e dal Servizio studi della Camera.

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