Servizi anagrafici, pulizia e manutenzione delle strade, illuminazione pubblica. Sono tutti servizi indivisibili per il cui finanziamento i contribuenti italiani saranno chiamati quest’anno a versare la nuova TASI 2014, una delle tre teste dell’idra IUC, come ha sapientemente scritto su queste pagina Mirco Mion, presidente di AGEFIS e blogger di Ediltecnico.it.

In questo post forniremo i passaggi per consentire ai lettori di calcolare la base imponibile e quindi di sapere quanto si dovrà pagare di TASI. In questo articolo, invece, diamo le istruzioni per calcolare le modalità di ripartizione della TASI 2014 tra proprietario dell’immobile e affittuario.

Per tutte le informazioni sulla TASI aggiornate al settembre 2014 (scadenze ottobre 2014) leggi l’articolo TASI 2014: come si calcola e come si paga in 4 semplici mosse.

Infatti, in tutti i casi in cui l’unità immobiliare è occupata da un soggetto diverso dal proprietario (per esempio un inquilino), la normativa prevede che entrambi debbano versare una quota parte del tributo.

Prima di iniziare il nostro tutorial di calcolo, vi ricordiamo che è disponibile l’elenco dei Comuni in cui si pagherà a giugno la prima rata TASI, poiché le rispettive amministrazioni hanno deliberato le aliquote da applicare.

Ma vediamo ora come si calcola l’importo dovuto della TASI 2014 con un esempio.

1. Trovare la rendita catastale dell’immobile

Il primo passo per calcolare la TASI 2014 è quello di recuperare la rendita catastale dell’immobile su cui si pagherà il tributo. Il dato si trova sull’atto di proprietà dell’immobile oppure consultando il servizio di visure catastali dell’Agenzia delle Entrate che è diventato gratuito per gli immobili di cui il soggetto richiedente risulti titolare (leggi la notizia).

Nel nostro esempio, supponiamo che la rendita catastale sia di 1.000 euro.

2. Rivalutazione della rendita catastale

Il secondo passaggio è la rivalutazione della rendita catastale del 5%. La rivalutazione si ottiene semplicemente moltiplicando la rendita catastale per 0,05.

Rivalutazione 5% = Rendita catastale x 0,05

Nel nostro esempio, quindi, la rivalutazione sarà di:

1.000 euro x 0,05 = 50 euro

La rendita catastale rivalutata sarà quindi la somma della rendita catastale di partenza e della rivalutazione. Nel nostro esempio 1.050 euro.

3. Calcolo della base imponibile

La base imponibile, cioè la cifra sulla quale calcolare l’importo da versare per la TASI 2014, si ottiene moltiplicando la rendita catastale rivalutata per un coefficiente che, per le abitazioni civili è 160.

Base imponibile = Rendita catastale rivalutata x 160

Nel nostro esempio, quindi, la base imponibile sarà pari al seguente prodotto:

1.050 euro x 160 (coefficiente) = 168.000 euro

4. Calcolo della TASI 2014

L’ultimo passaggio, quello fondamentale, è il calcolo del corrispettivo da pagare. La cifra è il risultato del prodotto della base imponibile calcolata nel passaggio 3 e l’aliquota TASI decisa dal Comune.

TASI 2014 = Base imponibile x aliquota comunale

Nell’ipotesi che l’aliquota sia del 1 permille, il calcolo nel nostro esempio diventa:

168.000 euro x 0,001 = 168 euro

Un paio di precisazioni ulteriori sulle aliquote TASI. Ai Comuni viene riconosciuta la possibilità di variare l’aliquota, sia in diminuzione che in aumento. Nel primo caso possono decidere anche di azzerarla. Nel secondo caso (aliquota in aumento) l’aumento non può avvenire a condizione che la somma delle aliquote IMU e TASI non superi il 10,6 permille (aliquota massima IMU e aliquota base TASI).

Secondo quanto stabilito nella Legge di Stabilità 2014, e solo per quest’anno, l’aliquota della TASI 2014 per tutti i tipi di immobile non potrà superare il 2,5 permille del valore catastale degli stessi.

Il pagamento della TASI 2014
Il versamento del tributo è possibile solo tramite Modello F24 o bollettino di conto corrente postale (leggi anche l’articolo sulle scadenze per i pagamenti).

Per i Comuni viene confermata la facoltà di stabilire le scadenze del pagamento della TASI, prevedendo almeno due rate a scadenza semestrale oppure il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno.

Tutte le informazioni e gli esempi riportati sono stati tratti dal recentissimo Portolano AGEFIS L’Imposta Unica Comunale (IUC) e la riforma della fiscalità locale immobiliare dal 2014 a cura del dott. Massimo Pipino.

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20 Commenti

  1. Al punto 4 dell’articolo di cui sopra si recita: “Secondo quanto stabilito nella Legge di Stabilità 2014, e solo per quest’anno, l’aliquota della TASI 2014 per tutti i tipi di immobile non potrà superare il 2,5 permille del valore catastale degli stessi.”
    Chiedo cosa è questo “valore catastale” dell’immobile, si voleva far riferimento alla “base imponibile” ? (nella fattispecie dell’esempio di sopra 168.000 €).
    Grazie.

  2. Legge incostituzionale ! Perché a Napoli debbiamo pagare prima e di più di un altro cittadino ke trovasi in un comune che decide diversamente !!!!
    Comunque MI PENTO AMARAMENTE DI AVER VOTATO QUESTO SINDACO.

  3. Appartamento acquistato nel lontano 1974 dai genitori. Noto che la rendita catastale è molto superiore ad appartamento su stesso piano e e stessi m.quadri. La differenza, solo su visura, uno porta 6,5 vani e l’altro 5,5 vani. Nella realtà i due appartamenti sono identici. Come si può variare o correggere questo errore?? Ufficio tecnico catasto afferma che non è possibile apportare variazioni.

  4. Ciao ellebi, ti rispondo al volo dicendoti che siccome hai un vano in più, allora la tua abitazione ha un valore più alto. Io ho ristrutturato la mia abitazione a fine 2010 e la mia rendita si è raddoppiata per aver ricavato un bagno e uno sgabuzzino con parete in cartongesso, quindi i mq sn rimasti invariati….e ora mi trovo a dover pagare il doppio xk ho 2 vani in più…sn le leggi italiane, nn possiamo farci niente, solo metterci a 90…

  5. la tasi per le case fuori dal centro urbano, cioe quelli che abitano in campagna, si calcola allo stesso modo delle case dei centri urbani??????

  6. salve,
    nell’esempio viene calcolata una tasi complessiva di 168 euro, ma quanto deve pagare il proprietario e quanto l’inquilino?
    grazie

    • Buongiorno Raffaele, l’inquilino paga una quota variabile dal 10 al 30% del totale in base a quanto stabilito dal singolo Comune nella delibera di approvazione delle aliquote TASI. Per esempio, supponiamo che nel Comune X sia stata deliberata una percentuale del 20%. Se il totale TASI è di 168 euro, l’inquilino paga 168 x 0,2 = 33,6 euro e la restante parte (168 – 33,6) il proprietario. Può approfondire leggendo un articolo dedicato proprio alla questione della ripartizione delle spese della TASI tra inquilino e proprietario

  7. La base imponibile è uguale a quella dell’IMU, ma non sono state date le detrazioni, anche per i figli a carico, e le agevolazioni per le famiglie senza reddito. Desidererei sapere qualcosa in merito. In mancanza di detrazioni dovranno pagare tutti quanti, anche le famiglie per le quali la vecchia IMU era negativa. Grazie. Giacomo
    Barà

  8. Salve,
    leggendo la delibera delle aliquote del mio comune leggo quanto segue
    ” 0,25 (zero virgola venticinque) per cento :
    · sugli immobili, non classificati nella categoria A/1, A/8 o A9, destinati ad abitazione principale dal possessore, o dal titolare di altro diritto reale, e alle relative pertinenze, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7 – non soggette a IMU.”

    Da visura catastale emerge che possiedo due pertinenze di categoria c/6 e due di categoria c/7, come si tratta questa doppia pertinenza per categoria?

    Grazie,
    F.N.

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