Fin dalla sua introduzione con l’art. 10 della legge 12 novembre 2011, n. 183, la Società tra Professionisti (STP) non è mai decollata. A luglio dello scorso anno, per esempio, il numero delle STP iscritte alle Camere di Commercio era ancora zero (leggi la notizia).

Tra i motivi del fallimento delle STP vi è senz’altro la gestazione lunga e travagliata che ha avuto l’emanazione del regolamento, unito al difficile momento economico e alle difficoltà di interpretazione della norma.

Ma le STP possono rappresentare un’importante occasione di modernizzazione degli studi professionali tecnici, come ha dichiarato tempo fa lo stesso presidente del CNI, Armando Zambrano. E proprio gli ingegneri pubblicarono nel giugno 2013 una guida alla costituzione delle STP.

L’ultimo dossier, in ordine di tempo, dedicato interamente alle Società tra Professionisti arriva dal Consiglio nazionale del Notariato che ha pubblicato e reso disponibile lo scorso 15 aprile un interessante studio dal titolo Società tra professionisti – Questioni applicative ad un anno dall’entrata in vigore.

Lo studio esamina le questioni applicative sorte in seguito all’emanazione del regolamento di attuazione delle norme in tema di STP. In particolare, si legge nella sintesi che accompagna il documento, vengono approfonditi i seguenti temi:

1. la scelta del modello societario,

2. la denominazione, le clausole statutarie obbligatorie e la determinazione dell’oggetto sociale,

3. l’individuazione dell’ambito applicativo della,

4. i conferimenti e le categorie dei soci professionisti, la partecipazione dei soci per prestazioni tecniche e per fini d’investimento,

5. l’incompatibilità,

6. il regime pubblicitario,

7. la trasformazione in STP e il rapporto con le associazioni professionali.

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