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Arrivano importanti modifiche in Puglia per quello che riguarda il rilevante tema del recupero di sottotetti, porticati e locali seminterrati.

 

È stata infatti approvata la scorsa settimana la legge regionale n. 16 del 7 aprile 2014, relativa a importanti modifiche ed integrazioni ad un precedente provvedimento regionale in materia (la legge regionale 15 novembre 2007) e recante la rubrica “Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate”.

Nelle rinnovate disposizioni normative, oltre ad una modifica di data che deve essere tenuta in considerazione in relazione all’esistenza dei sottotetti da recuperare, si statuisce che “non è ammesso il recupero abitativo dei sottotetti nelle parti condominiali degli edifici realizzati successivamente alla data di entrata in vigore del presente comma”.

Inoltre, attraverso il dettato del nuovo strumento normativo regionale, risultano rilevanti le modifiche volte a favorire il riuso e il recupero del patrimonio edilizio esistente: in questo senso viene inserito il nuovo art 8-bis, nel quale si afferma che “i  comuni possono consentire cambi di destinazione d’uso, con o senza opere edilizie e non comportanti incrementi volumetrici eccedenti le previsioni dello strumento urbanistico vigente, di immobili legittimamente edificati alla data di entrata in vigore del presente articolo in zone territoriali omogenee che lo strumento urbanistico generale prevede a destinazione mista (…), purché detti immobili non siano soggetti a vincolo derivante da finanziamento pubblico o rivenienti da variante urbanistica speciale”.

Tali mutamenti di destinazione d’uso sono consentiti previa approvazione di una delibera del Consiglio comunale che indichi le parti del territorio in cui trova applicazione questa normativa, da definire secondo criteri di compatibilità ambientale e funzionalità urbanistica, limitatamente agli usi consentiti in determinate zone territoriali omogenee e a condizione che siano assicurate le quantità minime di spazi pubblici riservati alle attività collettive, a verde pubblico e a parcheggi e il rispetto delle vigenti norme in materia di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e accessibilità.

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