Nuove e più efficienti regole in materia di aiuti di Stato nel settore energetico: la Commissione Europea infatti sta intervenendo per cercare di minimizzare le distorsioni al mercato cagionate dalle molteplici tipologie di sussidi conferiti per l’utilizzo di energie rinnovabili.

 

La principale istituzione dell’Unione Europea ha fissato nuovi e più definiti paletti al fine di affievolire le alterazioni che hanno colpito il mercato dell’energia in questi anni. Le regole delineate da Bruxelles entreranno in vigore attraverso una scansione temporale e applicativa “soft”: pertanto una necessaria gradualità consentirà la transizione morbida al rinnovato sistema.

Gli aiuti pubblici concessi indiscriminatamente nel corso degli ultimi anni in questa filiera hanno causato anche l’aumento delle bollette dell’elettricità: secondo il commissario alla concorrenza  Joaquin Almunia il rinnovato apparato regolamentare permetterà di effettuare il necessario passaggio a dinamiche più adeguate per il sostegno a queste importanti fonti di energie, fonti che rappresentano il futuro del sostentamento energetico del pianeta.

Ma ecco i contenuti che emergono dai lavori della Commissione di Bruxelles: in primo luogo le imprese dovranno competere tra loro per beneficiare dell’incentivo pubblico (diversamente da quello che è avvenuto fino ad ora): dal mese di luglio saranno previste aste pubbliche per potersi avvalere del sussidio.

A partire dal 2017 il sostegno potrà essere conferito solo al miglior richiedente in tutti i paesi membri dell’Unione. E per ciò che riguarda le installazioni di produzione di energia dalle dimensioni più ridotte (inferiori ai 6 megawatt per l’eolico, inferiori a 1 megawatt per solare e altre tipologie) si potrà giungere all’esenzione dall’asta. All’interno della cornice disciplinare sono poi previste riduzioni del prelievo sulle bollette delle imprese energivore.

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Eolico, solare ed altre tipologie di energie rinnovabili si trovano senza ombra di dubbio al centro dell’attenzione delle istituzioni europee: è questo il nodo tematico su cui si gioca la grande sfida dell’avvenire. In questo senso le politiche programmate dall’Europa cercano di giustapporre con attenzione le esigenze del comparto industriale e le ineludibili istanze di tutela dell’ambiente. Un percorso non facile (non sono mancate infatti le proteste di numerose associazioni ambientaliste) ma che va affrontato con tenacia ed attenzione.

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