Sul disegno di legge in materia di consumo del suolo regna l’incertezza più piena: è infatti sorta una importante spaccatura in seno alla Camera dei deputati a proposito di alcune importanti norme poste all’interno del nascituro provvedimento.

 

Il nodo della contesa sul disegno di legge Catania-De Girolamo si attesta sul presunto ampliamento a dismisura delle aree sottoposte a perentorio vincolo di inedificabilità: c’è chi vorrebbe proseguire sulla strada intrapresa dai precedenti ministri delle politiche agricole (che danno anche il nome al progetto di legge), mentre altri manifestano cautela in merito al rischio che le modalità definite nella bozza di provvedimento possano bloccare o arrestare qualsiasi tentativo di attività, constatando anche l’assenza di idonee misure di riequilibrio volte ad incentivare la rigenerazione urbana.

La storia di questo provvedimento è molto tormentata, attraversando ben 3 legislature, una cospicua dose di emendamenti ed una rotazione di commissioni: le critiche al contenuto sono state molteplici e sono giunte dalle più disparate direzioni (imprese, professionisti, Anci e Ance).

Per approfondire leggi l’articolo Consumo di suolo, via libera del Cdm al disegno di legge.

Al centro dell’attenzione delle critiche c’è senza ombra di dubbio l’art.4: questo stabilisce che Regioni e Comuni, con la rispettiva strumentazione urbanistica, debbano immediatamente individuare le aree in cui effettuare operazioni di rigenerazione e recupero. Al di fuori dei confini di questi limiti alle Amministrazioni locali è fatto divieto di realizzare interventi edificatori privati. Secondo il Presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, in questo modo non si fa altro che porre un blocco su “utili opere ed importanti investimenti economici necessari per la modernizzazione e riqualificazione delle aree urbane”.  Insomma un provvedimento così delineato potrebbe rendere molto difficile, se non impossibile, rispondere alle esigenze abitative che si presentano nella realtà quotidiana, “paralizzando ogni trasformazione del tessuto urbano delle città”, spiega, unendosi al coro, il Presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Leopoldo Freyrie.

Intanto all’orizzonte si affollano numerosi emendamenti depositati dal Pd, con l’obiettivo di modificare un testo che non pare mettere d’accordo proprio nessuno. Non resta che attendere gli sviluppi dei prossimi giorni.

Dal web


Dal web

Gli Speciali

1 COMMENTO

  1. Il problema è molto difficile da analizzare le condizioni variano a secondo del posto in cui ci si trova non bisogna farsi condizionare da ambientalisti da strapazzo

Scrivi un commento