TEE febbraio 2013 aprile 2014

Giungono proprio in questi giorni ulteriori modifiche sulla TASI, la tassa sui servizi indivisibili sorta in questo 2014 sulle ceneri dell’IMU.

La Camera dei Deputati sta vagliando proprio in questi giorni le novità partorite la scorsa settimana dalle Commissioni Bilancio e Finanze: lo scheletro basilare dell’imposta rimarrà invariato, mentre alcune modifiche potranno riguardare adempimenti, acconti e detrazioni.

Le novità investono anche le scadenze per effettuare i pagamenti: infatti la TASI dovrà essere pagata con la medesima scansione temporale dell’IMU. Pertanto l’acconto dovrà essere effettuato entro il 16 giugno, mentre il saldo, commisurato alle aliquote locali, dovrà avvenire entro la data del 16 dicembre. Esisterà anche la possibilità di pagare in una singola soluzione il 16 giugno (ma ci si potrà avvalere di ciò probabilmente solo dall’anno prossimo). Viene in tal modo semplificata la procedura di pagamento dell’imposta, evitando il florilegio di date previsto originariamente nella disciplina legislativa, che avrebbe reso troppo numerosi e puntiformi i termini per disporre lo stesso pagamento.

Viene spostato al 31 luglio il termine, concesso ai Comuni, per stabilire e variare le aliquote per le abitazioni diverse dalla principale e gli altri fabbricati. L’aliquota base da applicare per le abitazioni diverse dalla principale si assesterà sull’1 per mille. Tra gli emendamenti proposti ne affiora anche uno particolare: si prevede che le detrazioni per la prima abitazione finanziati tramite le aliquote aggiuntive possano cagionare effetti inferiori  (e non solo “equivalenti”) a quelli dell’IMU sui medesimi immobili. Su questo punto però non pare esserci un perentorietà vincolante della norma, almeno per ora.

Interessante all’interno della bozza redatta dalle commissioni, il punto riguardante gli immobili in “multiproprietà”: in questa fattispecie i vari proprietari (i quali utilizzano l’abitazione solo per un periodo dell’anno) non saranno chiamati al pagamento  dell’IMU. Questo adempimento sarà posto a carico dell’amministratore dell’immobile, il quale sarà ovviamente tenuto a prelevare le somme contenute nel fondo comune relativo all’abitazione attribuendo le quote ai singoli proprietari nella misura della loro percentuale di proprietà.

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