Approvata la delibera al regolamento di previdenza INARCASSA che consente a Ingegneri e Architetti con redditi bassi di derogare al versamento del contributo minimo soggettivo.

 

Boccata d’ossigeno per Ingegneri e Architetti con redditi bassi (sotto alla soglia di 15.690 euro). È stata infatti approvata dai Ministeri dell’economia e del lavoro la delibera che consente ai professionisti che prevedono di incassare nel corso di quest’anno meno di 15.690 euro di non versare il contributo soggettivo minimo e pagare, a dicembre 2015, il 14,5% del solo reddito effettivamente prodotto.

La delibera modifica il Regolamento generale di previdenza di INARCASSA e a breve sul sito della cassa di previdenza per gli ingegneri e gli architetti liberi professionisti saranno illustrate le istruzioni della nuova norma e le modalità per esercitare la facoltà di deroga.

La nuova norma, si legge in un comunicato rilasciato da INARCASSA, prevede la possibilità di derogare all’obbligo della contribuzione minima soggettiva per un periodo massimo di 5 anni – anche non continuativi – nell’arco della vita lavorativa, per chi produce redditi inferiori al valore corrispondente al contributo minimo soggettivo (art. 4 comma 3 RGP 2012).

Dalla deroga al contributo minimo soggettivo rimangono esclusi i pensionati e i giovani professionisti, che già oggi versano importi ridotti e possono comunque contare sull’accredito del periodo assicurativo intero.

Secondo il numero uno di INARCASSA, Paola Muratorio, la deroga al versamento minimo rappresenta una modifica “ad alto contenuto sociale”, poiché “costituisce un’opportunità di sostegno in più ai liberi professionisti associati alla Cassa e conferma la flessibilità degli strumenti che INARCASSA offre per una costruzione sempre più personalizzata del proprio percorso previdenziale”.

In pratica, chi si avvarrà di questa opzione sarà tenuto al versamento del solo contributo fisso a titolo di contributo integrativo sul fatturato (circa 800 euro).

L’anzianità utile alla pensione sarà riconosciuta in misura proporzionale a quanto versato nell’anno ma, poiché contribuire poco significa godere di una minore pensione futura, si potranno integrare gli importi dovuti entro i cinque anni successivi e assicurarsi così l’anzianità previdenziale completa.

Dal web


Dal web

Gli Speciali

Scrivi un commento