Le cinque cifre importanti del Piano Casa Lupi: 568 milioni, 10%, 60%, 241 milioni, 900. Esaminiamo nel dettaglio a cosa si riferiscono.

 

Si avvia al definitivo perfezionamento il Piano Casa Lupi, discusso mercoledì scorso in Consiglio dei Ministri. Sono cinque i punti qualificanti del provvedimento che mira a dare ossigeno all’asfittico mercato immobiliare con misure di sostegno a favore di proprietari di alloggi e affittuari.

Edilizia residenziale pubblica: 568 milioni per il recupero
Ammonta a oltre mezzo miliardo di euro il fondo a sostegno degli interventi di recupero e ristrutturazione del patrimonio immobiliare di proprietà Iacp (la c.d. edilizia residenziale pubblica). Si tratta di un piano straordinario che dovrebbe dare vita a numerosi cantieri per la riqualificazione dell’edilizia popolare. Il piano, che dovrà essere definito entro 180 giorni, attinge la maggior parte delle risorse dal recupero del denaro stanziato per opere pubbliche ormai bloccate. Una minima parte (68 milioni di euro) arriverà, invece, dal dirottamento dei fondi non impiegati nell’ambito dell’edilizia residenziale.

Cedolare secca: lo sconto porta l’aliquota al 10%
Buone notizie dal Piano Casa Lupi anche per i proprietari di immobili in affitto che hanno scelto la #cedolaresecca del cui regime abbiamo spiegato il funzionamento in un post precedente. Dopo un primo sconto dal 19% al 15%, il programma proposto dal Ministero delle infrastrutture prevede un ulteriore abbassamento dell’aliquota del 5%, portando la cedolare al 10%.

L’obiettivo del Ministro Lupi è quello di dare nuovo impulso al sistema dei contratti a canone concordato che non ha avuto ancora una sufficiente penetrazione anche a causa di un mercato sempre più asfittico e al ribasso.

Rent to Buy: obiettivo 60%
Altro punto qualificante del Piano Casa Lupi è la possibilità da parte degli inquilini di alloggi popolari di riscattare la propria abitazione, diventandone proprietari, attraverso il meccanismo del rent to buy, ossia la possibilità di considerare i canoni di affitto pagati come rate anticipate per l’acquisto dell’alloggio abitato da scontare sul prezzo di vendita dell’unità immobiliare.

L’elemento di novità, in questo caso, è quello di lasciare all’inquilino, intenzionato a diventare proprietario dell’immobile in cui abita, la possibilità di posticipare la scelta di comprare al settimo anno. In tale periodo le spese di gestione dell’immobile rimarrebbero in capo all’ente gestore.

Detrazione degli affitti: fino a 900 euro l’anno
Se l’abbassamento dell’aliquota della cedolare secca è una buona notizia per i proprietari, il Piano Casa Lupi prevede anche un bonus per gli inquilini che potranno detrarre dalla loro dichiarazione dei redditi fino a 900 euro di affitto a canone concordato. La misura trova applicazione per i redditi più bassi (15.000 euro). Ricordiamo che fino a oggi la massima detrazione ammissibile era della metà di quella prevista dalle Infrastrutture, ossia 450 euro.

Morosità incolpevole: un tesoretto da 241 milioni
A tanto ammonta il rifinanziamento del fondo previsto per aiutare le famiglie in affitto che si trovano in difficoltà economiche a causa della crisi. In base alle misure contenute nel provvedimento ai 140 milioni di euro costituenti il fondo originario se ne aggiungeranno altri 241 per un totale di 381 milioni di euro.

Il Piano Casa Lupi prevede anche il raddoppio del fondo per le famiglie bisognose che passa dagli attuali 100 ai 200 milioni di euro

Di Mauro Ferrarini

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