Occupazione: Professionisti tecnici in affanno, gli altri in crescita

Secondo il dati diffusi da Confprofessioni, i Professionisti tecnici (e quelli giuricici) soffrono, gli altri segnano un miglioramento rispetto al 2012

Novemila posti di lavoro creati nel 2013. È la risposta degli studi professionali alla drammatica situazione occupazionale in Italia che a gennaio ha registrato un balzo della disoccupazione al 12,9%. Nonostante la crisi che ha colpito duramente il settore professionale, lo scorso anno oltre 9 mila lavoratori, tra impiegati e apprendisti, hanno trovato un impiego stabile presso gli studi di avvocati, notai, commercialisti, medici, dentisti, #architetti e #ingegneri. Negli ultimi 12 mesi, infatti, sono stati assunti 50.777 impiegati e 8.982 apprendisti.

Sempre negli ultimi 12 mesi, i rapporti di lavoro cessati sono stati 46.012 tra gli impiegati e 4.639 tra gli apprendisti. Il saldo complessivo, tra nuovi assunti e posizioni lavorative cessate, resta ampiamente positivo e si attesta sulla soglia record di 9.108 mila assunzioni, con un balzo del 9% rispetto agli 8.352 neoassunti di tutto il periodo del 2012. Un dato nettamente in controtendenza nel mercato del lavoro in Italia che, secondo gli ultimi dati provvisori dell’Istat, ha registrato una diminuzione degli occupati pari a 478 mila persone.

Lo rende noto Confprofessioni, la Confederazione italiana libere professioni, che ha incrociato i dati Inps sulle posizioni lavorative attive e le cessazioni nel periodo 1 gennaio-31 dicembre 2013 all’interno degli studi professionali.

“Ancora una volta, il settore degli studi professionali riesce a tamponare l’emorragia occupazionale che sta investendo il Paese, e in particolare le fasce più giovani della popolazione” commenta il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. “Nonostante le difficoltà economiche e la scarsa attenzione della politica alle problematiche degli studi professionali, questi dati confermano la vivacità del settore professionale che continua ad essere un importante bacino occupazionale soprattutto tra i giovani e le donne. E questo ci riempie di soddisfazione, perché è il frutto di una attenta e scrupolosa analisi delle dinamiche del mercato del lavoro recepite con lungimiranza nel Ccnl degli studi professionali”.

Entrando nel dettaglio, le professioni più attive sul mercato del lavoro sono quelle dell’area economico-amministrativa (commercialisti, consulenti del lavoro e studi di consulenza amministrativo-gestionale), che presenta un saldo occupazionale positivo pari a 5.937 unità, in ulteriore aumento rispetto ai 5641 posti di lavoro creati nel 2012.

A ruota si collocano le attività sanitarie (medici generici, ambulatori e poliambulatori, medici specialisti, studi odontoiatrici e veterinari), con un saldo positivo pari a 2.935 unità, in crescita del 5,7% rispetto al 2012. In affanno, invece, le #professionitecniche (studi di #architettura e #ingegneria, #geometri, periti industriali, agrari, geologi…). Nonostante la bilancia occupazionale nel 2013 registri un contenuto aumento di 705 nuovi posti, il dato occupazionale risulta in flessione di circa il 30% rispetto al 2012. Sul fronte delle professioni giuridiche, infine, anche nel 2013 continua la contrazione di posti di lavoro, seppur più contenuta rispetto all’anno precedente. Nel 2013, infatti, ne sono stati persi 469  contro i 1.082 del 2012.

“I dati occupazionali degli studi confermano le tendenze in atto nel mercato dei servizi professionali”, afferma Stella. “Le professioni giuridiche e quelle tecniche stanno pagando il prezzo più salato alla crisi economica, mentre le professioni sanitarie confermano il loro ruolo anti-ciclico e quelle dell’area economico-amministrativa continuano a macinare occupazione per rispondere alle mutate esigenze del mercato”.

Secondo il presidente di Confprofessioni, “il settore professionale ha ancora buone potenzialità di crescita, soprattutto sul fronte occupazionale, ma spesso deve fare i conti con norme e provvedimenti legislativi che penalizzano le ambizioni di sviluppo dei liberi professionisti”.

I #professionistitecnici quindi non godono di buona salute e il confronto con le altre professioni (eccetto quelle giuridiche) è impietoso. Qualche aiuto sta arrivando, come i Fondi di garanzia delle Pmi estesi ai professionisti stessi, ma il Governo Renzi riuscirà a fare di più per risollevare le sorti dell’ #edilizia? Bella domanda.

Dal web


Dal web

Gli Speciali

Scrivi un commento