edilizia scolastica 01

L’edilizia scolastica rimane l’argomento preferito di Matteo Renzi, al quale si possono aggiungere il Job Acts e il Piano Casa. “Mercoledì presenterò il Piano casa: non ce la facciamo venerdì, lo stiamo rivedendo. E presenteremo anche il Jobs act e le misure per la scuola, misure che mettiamo tutte insieme per non incatenare i sindaci, ma scatenarli”. Così il premier Matteo Renzi parlando ai sindaci a Siracusa. Il primo passo per il Nord, ha aggiunto, è “lo sblocco del Patto di Stabilità”.

Quanto alle misure che il governo sta per mettere in campo si tratta, ha detto il premier di “provvedimenti importanti” sui quali farà “una corposa conferenza stampa”. Per l’edilizia scolastica, ha aggiunto “ci sono 2 miliardi di euro pronti”. Sulle scuole bisogna anche “rilanciare l’efficientamento energetico per spendere meno in bolletta”.

Quella a Siracusa, come ha scritto lo stesso premier su Twitter è la “Seconda tappa con gli studenti.

L’educazione è il futuro dell’Italia, quindi, e questo Renzi ce l’aveva già detto. Ed è un bene. Ieri aveva scritto in una lettera per i Sindaci: “Vogliamo che il 2014 segni l’investimento più significativo mai fatto sull’edilizia scolastica. Scegliete all’interno del vostro Comune un edificio scolastico. Inviateci entro il 15 marzo una nota sintetica” sul loro stato. E soprattutto: “Noi cercheremo nei successivi quindici giorni di individuare le strade per semplificare le procedure di gara e per liberare fondi dal computo del patto di stabilità interna”.

Considerando la velocità con cui si è mossa l’Italia fino a oggi, sembra impossibile realizzare così tante cose (trovare fondi per la scuola, Piano Casa, Job Acts..) in così poco tempo. Dove è stato l’intoppo? Come per gli interventi di messa in sicurezza del territorio contro i rischi di dissesto idrogeologico, anche per l’edilizia scolastica a non avere fatto i compiti a casa sono state le Regioni, che non hanno saputo organizzare per tempo le gare d’appalto e fare partire i cantieri con le risorse stanziate negli interventi ammessi. Solo 207 cantieri di ristrutturazione su 692 in programma sono stati aggiudicati con le gare d’appalto per una somma di circa 35 milioni di euro sui 150 disponibili.

Citiamo da un articolo dell’Ing. Giacomo Mecatti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria, e quindi anche sull’edilizia scolastica, pubblicato qualche giorno fa: “Quello che forse dovrà porsi come obiettivo il governo, ancor prima di “come” reperire i fondi, sarà il “dove” investirli, ovvero che indirizzo dare agli investimenti: se è vero infatti che in alcuni casi gli interventi necessari possono oggettivamente essere urgenti e profondi, è altrettanto vero che oggigiorno appare quanto mai auspicabile investire nella prevenzione: indagare lo stato del costruito, monitorarne le condizioni, programmare una campagna mirata di interventi, ottimizzare le risorse senza dover necessariamente intervenire in condizioni di emergenza è forse quel salto di maturità che è richiesto oggi più che mai al mondo politico-amministrativo del patrimonio edilizio (pubblico e non solo); non sia insomma la sola volontà di rimettere in moto, velocemente, il settore edilizio-economico, a spingere dei buoni propositi…”

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