L’obbligo per i professionisti tecnici di dotarsi del POS è realtà, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale  del 27 gennaio scorso del decreto interministeriale MiSE-MEF del 24 gennaio 2014. Da ultimo il Decreto Milleproroghe ha confermato l’obbligo di accettare il pagamento tramite carte di debito a partire dal 30 giugno 2014.

Vediamo dunque di tracciare sinteticamente una Road Map per indicare le tappe di entrata in vigore e il campo di applicazione del decreto, prefigurato dall’art. 15, comma 4 del DL 179 (il c.d. Decreto Sviluppo bis).

Anzitutto ricordiamo che l’obbligo del POS per i professionisti sarebbe dovuto scattare il 1° gennaio 2014, ma proprio la mancanza del decreto attuativo ha fatto slittare il termine. A quando?

L’obbligo scatta a partire dall’entrata in vigore del decreto, cioè 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tradotto, significa che i professionisti dovranno avere il loro dispositivo POS a partire dal 28 marzo 2014.

E chi sarà coinvolto da quest’obbligo? Nel periodo compreso tra il 28 marzo e il 30 giugno 2014 sono chiamati a rispettare l’obbligo solo quei professionisti che, nell’anno precedente, hanno registrato un volume di fatturato superiore ai 200 mila euro. Il pagamento minimo che si potrà perfezionare con il POS è stato fissato in 30 euro.

E dopo il 30 giugno cosa succede?

Entro 90 giorni dalla entrata in vigore del decreto interministeriale (e quindi proprio entro il 30 giugno 2014) il MiSE e il MEF si riservano il potere (nel testo di legge vi è scritto “possono” e non “devono”) di emanare un secondo decreto interministeriale che individui nuove soglie e nuovi limiti di fatturato diversi … come a dire che le sorprese non sono ancora finite. E, infatti, la proroga “generica” contenuta nel Milleproroghe fa ritenere che a partire dal 30 giugno tutti i professionisti dovranno munirsi del dispositivo per il POS a prescindere dal proprio livello di fatturato. Staremo a vedere. Come al solito, però, registriamo ancora una volta un procedimento che definire “farraginoso” è benevolo. Attendiamo quindi ulteriori chiarimenti per confermare una situazione diventata surreale.

Intanto le reazioni dei tecnici sono decisamente negative. Da Zambrano, presidente del CNI, a Freyre, presidente del CNAPCC, hanno più volte ribadito la propria perplessità, per non dire peggio, a questo ulteriore obbligo che grava sulle spalle dei professionisti.

Per il numero uno degli Ingegneri “così come è imposto quest’obbligo, e quindi a tutti con solo l’iniziale discrimine del fatturato, è come imporre l’assicurazione auto anche a chi non ce l’ha”.

L’unica nota positiva, continua Zambrano, è il periodo di tempo che intercorre dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la sua entrata in vigore. Periodo che dovrà servire per cercare di correggere il tiro e migliorare il testo.

Potrebbe avere senso il POS obbligatorio, prosegue Zambrano, solo per quegli ingegneri che abbiano tra i clienti delle persone fisiche. “Per chi lavora con aziende o pubbliche amministrazioni non ha senso”, è la conclusione tranchant del presidente del CNI.

Ancora più contrari sono gli Architetti. Il CNAPCC ha addirittura dichiarato di fare ricorso al TAR e all’Autorità garante della concorrenza.

Per Leopoldo Freyre, l’obbligo del POS è inaccettabile e solo un regalo alle banche. Le stesse banche, ricorda Freyre che ritirano i fidi e non eroga credito.

Lo scontro, insomma, è ancora aperto. Prossimo appuntamento il prossimo 28 marzo.

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