La Legge di stabilità (legge 147/2013 in vigore dall’1/1/2014) ha quindi prorogato il Bonus Mobili al 31 dicembre 2014. Per iniziativa del Movimento 5 Stelle inizialmente era stato introdotta una modifica che avrebbe potuto limitare l’efficacia del bonus e vincolarne la possibilità di utilizzo: si pretendeva che, per poter detrarre l’intera cifra destinata all’acquisto di mobili, si sostenessero spese di manutenzione straordinaria o ristrutturazione almeno pari a 10.000 euro. In caso di spese di ristrutturazione/manutenzione inferiori, la spesa di tali lavori avrebbe determinato il tetto di spesa massima deducibile per gli arredi.

Il provvedimento limitava l’efficacia del decreto, rischiava di danneggiare i cittadini contribuenti che avevavno già effettuato acquisti di mobili, secondo le modalità in vigore fino a ieri, alimentando confusione e incertezza.

Leggi Niente Bonus Mobili per chi spende di più negli arredi.

Federmobili ha subito segnalato il rischio che questa modifica normativa avrebbe comportato. Insieme a FederlegnoArredo, sindacati di categoria, Confartigianato Legno Arredo, CNA produzione, Ceced Italia, Angaisa e con il supporto di Confcommercio-Imprese per l’Italia, si è attivata immediatamente e il 19 dicembre ha inviato una lettera a firma congiunta ai capigruppo di Camera e Senato chiedendo che venisse eliminata la modifica introdotta.

La norma proposta dal M5S è stata abolita. La buona notizia è arrivata a fine anno: grazie a quanto previsto dal decreto legge 151/2013 entrato in vigore il 31/12/13 è stato eliminato il vincolo relativo alle spese per mobili.

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