Aliquota IVA agevolata all’8% per l’acquisto degli arredi. È quanto torna a chiedere FederlegnoArredo, la Federazione del settore del legno e dell’arredamento. La proposta è stata formulata dal presidente Roberto Snaidero che ha chiesto al Governo Letta di prevedere l’introduzione dell’IVA agevolata da applicarsi in favore delle giovani coppie che acquistano mobili per la prima casa.

L’occasione è stata la presentazione dell’indagine sugli effetti del Bonus Mobili per il comparto dell’arredamento e sulle stime che questa agevolazione avrà anche per l’anno prossimo.

Lo strumento, suggerisce il numero uno di FLA, potrebbe essere quello della legge delega sul riordino del sistema fiscale che prevede già la rimodulazione delle aliquote IVA e le relative agevolazioni.

Ricordiamo che, oggi, in Italia l’aliquota IVA sugli arredi è del 22%, un valore ben al di sopra della media dei Paesi europei, dove l’IVA per i mobili gira attorno a un intervallo compreso tra il 6% e il 10% (Spagna, Francia, Belgio).

La situazione del comparto
Come sta il settore dell’arredamento e del legno? I risultati dell’indagine di FederlegnoArredo hanno fotografato una situazione difficile. Il 2013, infatti, si è chiuso con un calo del fatturato del -3,2%, mentre 2.400 aziende hanno dovuto chiudere i battenti.

L’introduzione del Bonus Mobili, che consente a chi esegue lavori di ristrutturazione edilizia di scontare sull’IRPEF il 50% delle spese per l’acquisto di arredi fino a un tetto massimo di spesa di 10.000 euro, ha permesso di evitare il collasso (consulta la nostra Pagina Speciale Bonus Mobili).

Dai dati di preconsuntivo del 2013 rilevati nel mese di dicembre, senza il Bonus Mobili il settore avrebbe subito un vero e proprio collasso con una perdita di fatturato stimata che avrebbe raggiunto il 7%.

Le spese sui mobili devono essere inferiori a quelle di ristrutturazione
Intanto prosegue la discussione per l’approvazione della Legge di Stabilità 2014, per la quale è stato approvato dalla Commissione Bilancio un emendamento proposto dal M5S che consente di sfruttare il Bonus Mobili solo se la spesa per l’acquisto di arredi risulta inferiore a quella sostenuta per eseguire gli interventi di ristrutturazione edilizia (leggi in proposito Niente Bonus Mobili per chi spende di più negli arredi che nella ristrutturazione).

In altre parole, il senso dell’emendamento è il seguente: se si spendono 100 euro per i mobili e 50 per la ristrutturazione edilizia, non si può usufruire del Bonus Mobili e sui mobili non vale più lo sconto IRPEF del 50%.

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