Il Consiglio dei Ministri riunito oggi 13 dicembre ha approvato in via definitiva il decreto sul Consumo di suolo (Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato) che afferma un principio importante: si può costruire su aree nuove solamente se si è dimostrato di avere riutilizzato il patrimonio edilizio esistente, così come indicato al comma 2 dell’art. 1 del ddl (scarica il testo del DDL sul Consumo di Suolo).

La priorità del riuso e della rigenerazione edilizia del suolo edificato esistente, rispetto all’ulteriore consumo di suolo inedificato, costituisce principio fondamentale della materia del governo del territorio.

“Si tratta di un passo fondamentale”, ha dichiarato il Ministro dell’ambiente Andrea Orlando, durante la conferenza stampa tenutasi alla fine della riunione. “Soprattutto”, ha continuato Orlando, “se si considera che nel nostro Paese l’80% del patrimonio edilizio necessita di interventi di manutenzione e riqualificazione e dove spesso si è costruito più per obbedire a logiche economiche che per soddisfare reali bisogni abitativi”.

Il Ministro ha sottolineato anche che il Decreto sul Consumo di Suolo conterrà misure per il contenimento dell’uso improprio degli oneri di urbanizzazione che “spesso sono stati utilizzati per incentivare piani di crescita edilizia di cui si poteva fare benissimo a meno”.

Tra i punti cardinali del dispositivo di legge, condiviso con la Conferenza unificata Stato Regioni vi sono anche la nuova definizione di “superficie agricola” e contiene limiti per le superfici ‘consumabili’, riuso del suolo e rigenerazione urbana, divieto di utilizzo se non per uso agricolo per terreni che usufruiscono di aiuti di Stato, incentivi al recupero del patrimonio rurale.

A carico del Ministero delle politiche agricole e forestali, inoltre, è prevista l’istituzione di un registro di Comuni virtuosi che segnali gli interventi per la riqualificazione dei centri storici, le attività di manutenzione e messa in sicurezza del territorio, la tutela del paesaggio.

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