L’esecuzione di piccole opere sia interne che esterne sono generalmente sottratte al rispetto di specifiche norme di settore, ma è sempre così anche nel caso di una realizzazione di una canna fumaria?

Il Tribunale Amministrativo della Regione Piemonte, sez. I, con la sentenza n. 1052, del 9 ottobre 2013 ha ritenuto che la canna fumaria, realizzata esternamente al muro di fabbrica costituisce illegittimità per violazione del decreto interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 “Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi, da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della legge n. 765 del 1967″.

Con il citato provvedimento i giudici hanno ritenuto che la realizzazione di una canna fumaria esterna al muro perimetrale costituisce un’opera nuova che non si può ritenere assentita con il permesso di costruire rilasciato ed è quindi abusiva.

Inoltre quale sia la misura esatta poco importa al fine di determinare la legittimità della nuova canna fumaria, essendo rilevante solo il fatto che la distanza preesistente è stata ridotta per effetto della realizzazione della canna fumaria esterna.

Tale riduzione della distanza preesistente deve ritenersi illegittima per la ragione che l’art. 9 del citato d.m. n. 1444 del 1968 prescrive, nelle zone A, che le distanze tra gli edifici “non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i volumi edificati preesistenti, computati senza tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico, ambientale”.

La giurisprudenza è consolidata nel qualificare le distanze tra fabbricati indicate dal medesimo d.m. 1444/1968 come inderogabili, in quanto poste a presidio di interessi aventi carattere pubblicistico, e nell’affermare che le Amministrazioni sono tenute a disapplicare le eventuali norme urbanistiche ed edilizie che prevedano distanze inferiori, le quali debbono intendersi automaticamente sostituite nei rapporti tra privati ed Amministrazioni ( Consiglio di Stato, sez. IV, n. 6909/2005 e n. 7731/2010).

È poi da escludersi che la canna fumaria in argomento, delle dimensioni di circa 45 cm x 65 cm e si eleva da terra sino al tetto, possa qualificarsi quale mero sporto, per tale dovendosi intendere solo le sporgenze quali mensole, lesene, canalizzazioni di gronde e loro sostegni o altre sporgenze aventi funzione decorativa, purché di modeste dimensioni (approfondisci sul nostro Dossier Distanze in Edilizia).

Tali elementi debbono invece computarsi ai fini del rispetto delle distanze legali quando di fatto siano destinati ad ampliare il fronte abitativo (Consiglio di Stato, sez. IV, n. 6909 del 2005).

Nel caso di specie è stato ritenuto che la realizzazione della canna fumaria esterna ha evitato di perdere superficie e volumetria utile all’interno dell’edificio, ed in tal senso ha contribuito ad espandere la zona di godimento.

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8 Commenti

  1. Non condivido: se non fa distanza lo sporto del tetto, piuttosto che i balconi sino a 150 cm, come può fare distanza una canna fumaria?
    E poi contestano il risparmio di volume? Allora sono irregolari anche tutti i condizionatori posti su pareti che non sono a 10 metri da altri fabbricati…

  2. Hai ragione. qualsiasi impianto di condizionamento esterno a quanto sopra.
    l’italia è un paese di pazzi.
    la gronda si, il condizionatore si, il tubo della caldaia no. pagliacci

  3. Quindi per installare la canna fumaria di 10 cm di diametro, è sufficiente l’approvazione dei singoli condomini, vista la sentenza n. 4936 del 2014

  4. Per installare canna fumaria diametro 300 con 6m di altezza doppia parete in acciaio aisi 316,con caldaia di 350kw in un istituto penale, quali norme bisogna rispettare?

  5. sarebbe interessante trattare l’argomento di canna fumaria all’interno di un cortile, (193×557 ),considerando le dimensioni del cortile sul quale si aprono delle finestre.

  6. Le leggi sono interpretate dai Giudici che sanno poco di tutto e a volte capita che emettano sentenze assurde condizionando gli altri casi. L’Italia è un paese di burocrati e di infinite leggi.

  7. Se io volessi montare una canna fumaria di 50×25 cm (per essere in regola con le norme ASL di Bologna) per le esalazioni fumi di una piadineria che voglio aprire, l’amministratore può vietarmelo anche se ne sono già esistenti 2 per riscaldamento?

  8. Salve il mio vicino mi a costruito una canna fumaria a 50 cm dal confine e a 3 mt dal mio balcone alta 1,5 mt dal tetto di una tettoia mi trovo la canna davanti la finestra della cucina vorrei sapere le distanze quali sono anche perché’ è una canna x barbecchiu e il fumo gli odori e tutto mi entrano in casa quali misure si possono adottare.grazie

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